Da 165 anni per la sicurezza «Sempre al fianco dei cittadini»

11 Aprile 2017

Cerimonia nei quattro capoluoghi abruzzesi per l’anniversario della fondazione del corpo Tra le sfide in campo quella della lotta contro le nuove forme di criminalità organizzata

PESCARA. «Esserci sempre». È lo slogan scelto per il 165esimo anniversario della polizia che ieri ha festeggiato questo traguardo anche in Abruzzo, con cerimonie nei quattro capoluoghi di provincia, raccogliendo e rilanciano i messaggi di ringraziamento al personale e di incitamento ad andare avanti inviati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal ministro dell’Interno Marco Minniti e dal capo della polizia Franco Gabrielli.

Il questore di Pescara, Francesco Misiti, ha scelto per questa celebrazione la cornice dell’Aurum, che è stata addobbata a festa. Ed ha accolto insieme al prefetto Francesco Provolo le autorità, i familiari del personale in servizio e 70 giovanissimi studenti, che sono i protagonisti della mostra di disegni sulla polizia allestita sempre nell’ex liquorificio. Per Misiti «nessuno può ritenersi estraneo al sistema di sicurezza». Anzi, «ognuno è vocato a contribuire attraverso percorsi che riconoscono cogenza non solo alle norme sacralizzate nelle leggi ma anche ai precetti di natura etica e di buon senso. La legalità», per il questore di Pescara, «si nutre degli stimoli positivi della famiglia, della scuola, delle istituzioni». E poi un riferimento importante ai ragazzi. «Ho la certezza», ha detto Misiti, «che una rinnovata coscienza dei doveri di ognuno sia, soprattutto per i giovani, uno dei modi perché possano conseguire una cittadinanza attiva e partecipe», superando la convinzione che prevenzione e contrasto della delinquenza siano competenza solo delle forze dell’ordine e della magistratura. Sempre parlando dei giovani ha aggiunto che «vanno accompagnati nei percorsi virtuosi, preservati dall’attrazione della criminalità». Una riflessione, questa, che nasce dalla «cultura del branco» che Misiti ha notato a Pescara, dove è arrivato da pochi mesi. «È un piccolo problema di tipo culturale e sociale: troppe risse, troppi sforamenti», ha aggiunto a margine della festa. «Non voglio essere frainteso, sia chiaro, non sto parlando di emergenza, ma certo si potrebbe fare di più e dobbiamo fare qualcosa», ha commentato Misiti ricordando a chi eccede che «ci si può divertire anche senza sforare le regole». Poi ha ribadito che «tutti hanno il dovere di credere nei valori della legalità, nonostante la crisi profonda. E la polizia, pur tra mille difficoltà, è sempre presente».

Il questore di Chieti, Raffaele Palumbo, ha scattato invece una fotografia della provincia teatina, sottolineando che «l’andamento del fenomeno delinquenziale rispecchia la conformazione topografica del territorio. Nel senso che i luoghi a maggiore intensità demografica sono quelli più interessati da fenomeni di criminalità. Non si tratta però di malavita organizzata, ma solo di criminalità comune, in particolare spaccio di droga e reati predatori», ha proseguito. C’è «una sola eccezione, nel Vastese, dove si sono registrate infiltrazioni del crimine organizzato». Palumbo si è soffermato sulle fasce più deboli, come gli anziani, vittime di truffe, che «spesso non denunciano, per vergogna, e che vanno tutelati con ogni sforzo», o le donne che subiscono violenza, «un fenomeno che la polizia sta cercando di contrastare anche con la campagna di comunicazione “Questo non è amore”». Sul piano della lotta all’uso di stupefacenti, il questore ha citato una delle più importanti operazioni messe a segno l’anno scorso per stroncare un traffico italo-albanese, con 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 4 arresti in flagranza. La lotta alle infiltrazioni malavitose negli appalti è stato, invece, uno dei punti salienti del discorso del questore dell’Aquila, Antonio Maiorano. «Una particolare opera di contrasto è stata effettuata al fine di evitare attecchimenti di forme di criminalità mafiosa che, ormai abbandonata da tempo la coppola, cerca penetrazioni sociali in aree diverse e più appetibili. E, purtroppo, in questa zona le vicende del post terremoto, che hanno creato sicuramente un circuito vizioso nell'opera di ricostruzione, hanno potuto richiamare l'attenzione delle mafie che si posizionano in modo camaleontico laddove affiorano affari e lucro». Il questore, arrivato nel capoluogo di regione da poco più di un mese, ha voluto anche ricordare le vittime dell’incidente di cui è stato protagonista un elicottero della Protezione civile, precipitato il 24 gennaio scorso.

La questura di Teramo ha scelto Civitella del Tronto, uno dei centri della provincia più devastati da terremoto e frane, per celebrare la festa della polizia. «Un modo per stare vicino alle popolazioni più colpite», ha detto il questore Enrico De Simone. Che, nel suo discorso, ha toccato il tema della ricostruzione post sisma annunciando controlli mirati contro le infiltrazioni. «Se qualcuno pensa di riaprire stagioni di intimidazioni, minacce o di condizionamento delle opere di ricostruzione, già vissute in situazioni analoghe in altre regioni italiane, sappia che non ci faremo trovare impreprati», ha detto. «Con il coordinamento del procuratore, unitamente a carabinieri e guardia di finanza, stiamo predisponendo da tempo ogni misura diretta ad arginare qualsiasi possibile tentativo di infiltrazione malavitosa nel nostro territorio finalizzata a condizionare ed inquinare l'economia teramana», ha concluso.

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