«Da 40 anni al fianco dei poveri»

11 Ottobre 2023

Il racconto di Renato Paesano, fondatore nel 1987 della Mensa di San Francesco

PESCARA. «La Mensa di San Francesco da lui fondata e diretta è un quotidiano messaggio di pace, di libertà e di solidarietà che rende opera viva gli insegnamenti del cristianesimo e diffonde la speranza di un mondo più giusto in cui le diseguaglianze sono superate dall’amore tra gli uomini». Con questa motivazione è stato conferito il Ciattè d’oro a Renato Paesano, direttore e pioniere della beneficenza in città, che dal lontano 13 aprile 1987 offre pasti caldi nella struttura di viale Regina Margherita a chi non può permetterseli.
Com’è nata l’idea di istituire la Mensa di San Francesco?
«La struttura è nata circa quarant’anni fa, voluta dai frati conventuali quando la realtà del sociale era molto diversa da oggi. La mensa è stata una luce per i bisognosi, un punto di approdo. Siamo stati i primi in Abruzzo a occuparci del disagio e lo abbiamo continuato a fare per un periodo così lungo. Per questo mi sento di condividere questo premio con le tante persone che hanno collaborato con professione di fede pura e con spirito di servizio».
La povertà com’è cambiata in questi anni?
«In quasi quarant’anni la povertà è cambiata tantissimo: un tempo aiutavamo i poveri della strada, oggi la mensa ospita le famiglie e il ceto medio. Abbiamo una presenza altissima di donne ucraine, scappate dalla guerra con i bambini. Alcuni svolgevano professioni importanti, erano medici nella loro terra, altri sono arrivati qui con 3-4 figli da sfamare. È l’ultima emergenza che stiamo affrontando».
Chi sono i nuovi poveri?
«Nell’immaginario comune il povero è l’uomo della strada, sporco e ubriaco. Ma nella realtà la povertà si è vestita di abiti civili. I nuovi poveri vestono in maniera dignitosa, portano l’abito con la cravatta, ma hanno perso il lavoro e non riescono più a mettere il piatto in tavola. Il disagio e la miseria hanno molteplici facce: c’è chi nasce in contesti marginali e chi lo diventa; io dico sempre che più si va a fondo nella povertà e più è difficile risalire».
Cosa vuol dire per un volontario servire i pasti alla Mensa di San Francesco?
«La mensa non è solo il pranzo in sé, ma è anche un’ occasione di confronto. Per noi volontari è il senso della vita: se i giovani si avvicinano potranno sicuramente provare un’esperienza forte. Ci occupiamo di accoglienza a 360 gradi, collaboriamo con le scuole, con il carcere, con le altre associazioni della rete territoriale. Viviamo di beneficenza, siamo orgogliosi di non avere aiuti o sostegni pubblici. Sopravviviamo grazie alla cassetta delle offerte: più abbiamo e più possiamo dare agli altri». (y.g.)