Da colonia estiva a ospizio per clandestini

9 Aprile 2015

L’edificio costruito nel ventennio fascista in soli nove mesi è oggi un patrimonio senza futuro

MONTESILVANO. Un tempo colonia estiva per bambini, oggi ricettacolo di rifiuti e rifugio per disperati. Declino ingiusto ma inesorabile quello che segna la storia dell’edificio costruito nel ventennio fascista e che si affaccia sul lungomare cittadino.

Progettato a forma di aeroplano come a voler spiccare in volo sull’Adriatico, ma rimasto inesorabilmente a terra, vittima dell’immobilismo delle amministrazioni locali che l’hanno gestito come un contenitore vuoto ormai privato di ogni decoro. Deturpato dal passaggio di ladri, vandali e senzatetto, che qui trovano un luogo dove passare la notte. Da anni, l’ex colonia ospita tossicodipendenti e sbandati di ogni nazionalità che utilizzano le sue stanze.

E a nulla sono valsi, fino a oggi, gli interventi delle forze dell’ordine che dopo aver identificato e segnalato, di volta in volta, gli “inquilini” del momento non sono mai riusciti a evitare, e neppure ad arginare, il fenomeno dell’occupazione abusiva. La causa del del degrado viene spiegata con la indisponibilità di risorse finanziarie da destinare alla riqualificazione della Stella Maris e dal passaggio di consegne della proprietà da un ente all’altro.

E pensare che fu costruito in soli nove mesi. Inaugurato il 10 settembre 1939, l’edificio, da oltre 10 anni, è nel patrimonio della Provincia dopo essere stato ceduto gratuitamente all’ente pescarese dalla Regione. Oggetto di interventi di ristrutturazione, avviati nel 2004, e poi interrotti nel 2008, a causa della mancanza di una convincente destinazione d’uso del fabbricato, negli ultimi anni la Stella Maris è stata al centro di una dura contesa tra Provincia e Comune.

Soprattutto l’amministrazione del sindaco Di Mattia si è battuta per assicurarsi la proprietà dell’edificio. Sempre al centro di feroci scontri politici e della propaganda in tutte le recenti campagne elettorali, non ultima quella del 2014 che vide la Stella Maris ottenere 1 milione di euro dalla precedente giunta regionale, finanziamento poi revocato dall’amministrazione D’Alfonso che lo ha poi nuovamente riconfermato su sollecitazione di Forza Italia. La Stella Maris resta dunque l’eterno oggetto del desiderio che non riesce mai a risorgere dalle sue ceneri, senza una destinazione d’uso né fonti di finanziamento capaci di riportarla all’antico splendore. (a.l.)

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