Da dipendente a imprenditrice «Così ho creato la ProQuality»

PESCARA. «La regola del mio lavoro è passione, onestà e trasparenza ( a volte troppa). Imprenditrici si diventa usando le chiavi dell’amore per il proprio lavoro, determinazione, metodo, costanza,...
PESCARA. «La regola del mio lavoro è passione, onestà e trasparenza ( a volte troppa). Imprenditrici si diventa usando le chiavi dell’amore per il proprio lavoro, determinazione, metodo, costanza, capacità di rialzarsi dopo un insuccesso». È dolcemente rigorosa Maria Rita Amato, laureata in Economia e commercio alla D’Annunzio e fondatrice, nel 2002, della ProQuality, azienda di Città Sant’Angelo che si occupa di consulenza e finanziamenti alle imprese attraverso fondi europei. Dopo la laurea e un master di formazione con Confindustria, inizia a lavorare per conto di una azienda, «ma col tempo mi sta stretta, sogno di mettermi in proprio. E accade dopo aver vinto, senza nessuna spintarella, un concorso pubblico regionale che mi consente di avviare l’impresa che oggi ha 5 collaboratori».
Amato, sposata con Gabriele Dei Rocini e madre di Pierluigi e Paolo, 17 e 11 anni, originaria di Giulianova ed esperienze professionali in Sicilia, elargisce consigli alle aspiranti imprenditrici: «Il mio percorso è nato da un’intuizione, ma poi ci vuole passione, onestà intellettuale, capacità di conquistare la fiducia del cliente, che va accolto come un figlio, e un po’ di ansia da prestazione. La lealtà paga anche quando si vive un insuccesso, ma da questo si può e si deve ripartire». (c.c.)
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