Da domani ripartono le messe Le quindici regole da rispettare

17 Maggio 2020

Parroci con guanti e mascherine, un metro di distanza tra i banchi e l'igienizzazione dopo la funzione Cambia il modo di offrire la comunione: ostia solo sulla mano dei fedeli e il prete dovrà evitare contatti

Un’attesa durata settanta giorni. È quella dei fedeli cattolici che domani torneranno a fare la comunione, fonte e culmine di tutta la vita cristiana. Le quattro arcidiocesi d’Abruzzo (L'Aquila, Pescara-Penne, Chieti-Vasto e Lanciano-Ortona) e le tre diocesi della regione (Avezzano, Sulmona-Valva e Teramo-Atri) hanno fatto proprio il protocollo firmato dalla Cei e dal governo lo scorso 7 maggio che cerca di conciliare da un lato le pressanti esigenze di culto e dall’altro la sicurezza per la salute pubblica. I fedeli delle 848 parrocchie abruzzesi, oltre a quelli che frequentano conventi, monasteri e santuari, potranno da domani di nuovo partecipare alla Santa Messa, ma con regole e modalità nuove. Le disposizioni sono stringenti e non sarà facile abituarsi.
NUMERO CHIUSO. Il cambiamento più incisivo rispetto al passato sarà l’adozione del numero chiuso. Mai ai fedeli era stato impedito di partecipare a una funzione religiosa e non è difficile ripensare alle chiese stracolme di qualche mese fa in occasione delle grandi ricorrenze religiose. Questo non potrà più accadere finché il coronavirus non sparirà. Una nota del ministero dell’Interno precisa che in un luogo di culto chiuso i presenti non possano essere più di 200 mentre il Comitato tecnico scientifico parla di mille.
Spetterà al “legale rappresentante” (quasi sempre il parroco) stabilire la capienza della chiesa nel rispetto delle norme di sicurezza anti contagio. Bisognerà garantire che tra le persone ci sia sempre una distanza di almeno un metro davanti e ai lati, disponendo preferibilmente i posti a scacchiera, per evitare che una persona, inginocchiandosi, si trovi troppo vicino a chi gli è davanti. È opportuno inoltre indicare il numero di posti massimo in un apposito cartello da appendere all'ingresso. Inoltre potranno entrare solo i fedeli che indossano la mascherina e i guanti. Ci saranno poi igienizzanti per le mani all'ingresso. È consentito partecipare al culto solo se non si presentano sintomi influenzali o respiratori, se non si ha una temperatura corporea di 37,5 o superiore. Regole che valgono anche per sacerdoti, diaconi, religiosi, ministri ordinati. Determinante in questa fase sarà il ruolo dei volontari che dovranno garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza e che, indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, e favorire l’accesso e l’uscita, controllando il mantenimento delle distanze e il rispetto delle regole di igienizzazione.
COMUNIONE. Il momento più importante per ogni fedele, quello dell'eucarestia, dovrà svolgersi con ordine e seguendo regole di distanziamento. Regole che cambieranno anche per il celebrante. Dovrà esserci un calice diverso per ognuno di essi. Se ciò non fosse proprio possibile, i sacerdoti concelebranti dovranno comunicarsi “per intinzione” prima che il celebrante beva dall'unico calice disponibile. Il celebrante potrà rimanere senza la mascherina durante la messa, fino al momento della distribuzione della comunione, avendo però cura di tenere coperte le pissidi poste sull’altare. Prima di dare la comunione ai fedeli, il parroco o il ministro dell'eucarestia dovrà igienizzarsi le mani con disinfettante alcolico, dovrà poi indossare guanti e mascherina. A quel punto potranno offrire la comunione ai fedeli, ma esclusivamente sulla mano. Nel porre l’ostia devono avere cura di mantenere un’adeguata distanza di sicurezza e di non toccare le loro mani. Bisognerà invitare i fedeli a evitare la risposta “Amen” a voce alta quando viene dato “il Corpo di Cristo”. Potranno dirlo interiormente e chinando il capo. I fedeli dovranno rispettare la distanza di un metro e mezzo uno dall’altro e di almeno un metro tra la fila e i fedeli che sono al posto. Bisogna evitare file parallele e qualora ci fossero devono essere distanziate di un metro e mezzo l’una dall’altra. Mentre sono in fila i fedeli devono portare la mascherina da rimettere subito dopo aver ricevuta la comunione.
IGIENIZZAZIONE. Una delle questioni che stanno mettendo in crisi molte parrocchie riguardano l'igienizzazione dei locali di culto dopo ogni funzione religiosa che per molte realtà ha un costo insostenibile. Purtroppo per la prolungata permanenza del virus sulle superfici, si tratta di una pratica necessaria. Bisognerà inoltre cambiare l’aria, disinfettare accuratamente i vasi sacri, vassoi, ampolline o ogni altro oggetto utilizzato e disinfettare accuratamente i microfoni. Non è necessaria la sanificazione degli ambienti ma bisogna almeno provvedere alla igienizzazione. Nei luoghi destinati ai fedeli, inoltre, non devono essere presenti sussidi per i canti o di altro tipo di preghiere, santini e quant’altro. Tuttavia si possono preparare dei foglietti fotocopiati contenenti i testi della messa e i canti, distribuendoli all’ingresso (dopo l’igienizzazione delle mani) e chiedendo che portati via con sé al termine della celebrazione. Le collette inoltre non vanno raccolte nel momento dell’offertorio, ma deposte in appositi contenitori all'uscita.
CONFESSIONE. L’atto penitenziale, un altro sacramento che insieme alla comunione è mancato ai fedeli da ben 70 giorni, e che permette ai fedeli di ottenere da Dio la remissione dei peccati, non potrà più essere amministrato nei confessionali. Dovranno essere scelti luoghi ampi e areati, che consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento. Nei battesimi e nei funerali, il ministro deve indossare oltre a mascherina, guanti, cambiandoli dopo ogni singola unzione. Non sparirà più la messa online. Tra le indicazioni pastorali, una importante riguarda i fedeli, che per gravi motivi di età o di salute, sono dispensati dall’adempimento del precetto festivo. I sacerdoti possono consigliare a questi fedeli di vivere il Giorno del Signore tramite teletrasmissione e diffusione in streaming, indicando loro come valorizzare tali momenti.
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