Da Keith Richards a De Niro, come si regolano le star

E i resti della Fisher finiscono in un’urna a forma di Prozac Il fratello dell’attrice: «Sento che era qui che voleva stare»
di Giuliano Di Tanna
«La cosa più strana che io abbia mai sniffato? Mio padre. Ho sniffato mio padre». Keith Richards non è uno che le manda a dire. E, quanto a sniffare, nella sua ormai lunga vita (ha compiuto 73 anni il 18 dicembre), il chitarrista dei Rolling Stones ha sniffato tutto quel che c’era da sniffare. Nessuno si stupì più di tanto, dunque, quando, dieci anni fa, confessò che nel menu personale delle sostanze di cui aveva fatto uso nella sua vita da rockstar c’erano anche le ceneri di Bert Richards, il padre cremato dopo la morte a 84 anni. Per quelli che non credevano alle sue parole, “Keif” fornì un supplemento di spiegazioni: le ceneri del papà le aveva sniffate non da sole ma con «una piccola quantità di cocaina. A mio padre», aggiunse, «non sarebbe importato».
Che cosa succede, dopo la cremazione, delle ceneri del caro estinto? La curiosità è legittima, e non bastano a soddisfarla le confessioni candide di Richards che, nonostante una vita trascorsa pericolosamente a braccetto con le droghe, è sopravvissuto (si fa per dire)anche al 2016, l’anno più nero per le stelle del rock, che si è trascinato via (fra gli altri) David Bowie e Prince, George Michael e Leonard Cohen.
Un suggerimento sulla destinazione da dare agli amabili resti dei nostri cari è arrivato, proprio ieri, dall’America, dal Forest Lawn Memorial Park, uno dei cimiteri di Los Angeles, dove si è svolta le cerimonia funebre dell’attrice Carrie Fisher, morta il 27 dicembre scorso, e di sua madre, Debbie Reynolds, scomparsa il giorno dopo. Le ceneri della Principessa Leila di Guerre Stellari sono state trasportate, dal fratello dell’attrice, Todd Fisher, non nel solito vaso ma in un'urna a forma di pillola di Prozac, il farmaco che serve a migliorare l’umore delle persone depresse di moda soprattutto negli anni Novanta. «Sento che era dove voleva stare», ha detto Todd. Madre e figlia, ha aggiunto il fratello e figlio, sono ora «insieme, e lo saranno qui e in paradiso», facendo capire che, insomma, nell’urna a forma di Prozac sono finite anche le ceneri della madre.
Hollywood, si sa, non è proprio il posto ideale in cui cercare consigli su un argomento serio come quello delle ceneri dei nostri defunti. Tuttavia il cinema americano suggerisce qualche norma di elementare prudenza da adottare nel caso in cui la preziosa urna la teniamo in casa. Vale la pena, a questo proposito, consultare un film di 17 anni fa, “Ti presento i miei”con Robert De Niro e Ben Stiller, nei ruoli rispettivamente di suocero grifagno e genero goffo. In una delle scene più esilaranti del film, De Niro legge una poesia dedicata alla sua defunta madre, mentre Stiller cerca di stappare una bottiglia di champagne. Malauguratamente il tappo della bottiglia finisce per colpire proprio l’urna che contiene le ceneri della vecchietta, che cade e si fracassa. Ma il disastro non finisce qui, perché arriva il gatto di casa che fa pipì proprio sulle ceneri, prendendole per un nuovo genere di sabbia. Proprio così, a Hollywood.
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