Da Lettomanoppello al Lavino: il sentiero dei mille minatori

Dal 26 giugno apre il percorso di tre km che farà scoprire ai turisti la vita dei lavoratori di un secolo fa Visitabili le grotte di Santa Liberata, Iconicella e Galleria del Ponte. progetto finanziato dalla Regione
PESCARA. Addentrarsi nelle miniere attrezzati di caschetto e scarponi, calpestare la durezza delle rocce nel ventre della Maiella, ripercorrere a piedi per tre chilometri, fino al Lavino, quei terreni aspri e lussureggianti, rinnovare il rito dello “sdijuno”, il menù dei minatori, al calar del sole. Rivivere avventurosamente il tempo antico della quotidianità dei minatori di Lettomanoppello che, tra il 1840 e il 1956, solcavano i sentieri dell’Assunta per andare al lavoro. A spaccarsi la schiena nelle miniere di bitume dell’Iconicella, di Santa Liberata e della Galleria del Ponte, mentre le loro donne, faticosamente, si piegavano nelle cave di gesso, per sfamare le famiglie. Brividi ed emozioni accompagneranno i turisti lungo il nascente “Sentiero dei minatori” che sarà inaugurato il 26 e 27 giugno durante la XIII Giornata delle Miniere promossa per «diffondere il valore e il significato culturale del turismo geologico» organizzata da una serie di sigle ambientaliste con il ministero dello Sviluppo economico e il patrocinio del consiglio nazionale dei geologi e di Eurogeosurveys. La terra del Sentiero è passato da anni dal demanio al Comune di Letto.
Il progetto, primo passo di un percorso che porterà alla creazione del bacino minerario della Maiella, è stato illustrato ieri mattina, nella sala D’Ascanio del consiglio regionale in piazza Unione, dal consigliere Pd Antonio Blasioli che ha rintracciato 25mila euro nelle pieghe del bilancio 2021 per sostenere l’iniziativa finalizzata al rilancio turistico di una terra che «custodisce un immenso patrimonio minerario dismesso, che va messo in sicurezza». E ha invitato la Regione a «investire altri fondi» per il progetto.
Il “Sentiero dei minatori» è nato, dopo sei anni di studi da parte del Graim (gruppo di ricerca archeologica industriale della Maiella, oggi territorio del Geoparco Unesco), per volontà dell’amministrazione lettese guidata dal sindaco Simone Romano D’Alfonso supportato nel suo percorso di riavvio della memoria, dall’assessore al Turismo Arianna Barbetta, dall’assessore all’Istruzione Luciana Conte, dal consigliere Tino Di Pietrantonio e dalla memoria storica del Graim, Dino Di Cecco che ha raccontato con dovizia di particolari come siano arrivati fino a noi quel panetto di bitume da 25 kg risalente agli anni ’30, i lumi al carburo e la mattonella della Sama, industria di asfalti, in bella mostra sul tavolo. Oltre a loro, ieri hanno affiancato Blasioli, anche i sindaci di Roccamorice, Alessandro D’Ascanio e di Scafa, Maurizio Giancola.Nei secoli scorsi il versante occidentale della Maiella, con le sue innumerevoli miniere di bitume estratto per costruire strade, ponti, navi, pavimentazioni, ha dato lavoro a mille minatori, con tre turni di lavoro al dì. Dal 26 giugno i visitatori potranno prenotare l’avventuroso viaggio sui siti istituzionali degli enti. Il sentiero da percorrere partirà da Largo Assunta, all’imbocco di Lettomanoppello. Qui, i turisti saranno muniti di caschetto per potersi addentrare nelle grotte, da soli o con la guida, dove i minatori “de Lu Liett” si annerivano di fatica.
Il sindaco D’Alfonso, ha ringraziato Marsilio, Blasioli, il presidente del Parco, Lucio Zazzara e gli studiosi del Graim che hanno consentito questo risultato: «Ripercorriamo le antiche vie dei minatori per non dimenticare chi siamo». D’Ascanio, presidente della comunità del parco nazionale Maiella: «Per mantenere il Geoparco occorrono finanziamenti, la Regione accolga la sfida». Giancola ha annunciato «il parziale acquisto di metà dello stabilimento Sama» sito in zona stazione,a Scafa, «acquisiremo la restante parte».

