Da Napoli per insegnare il russo «Noi prof trattati come numeri»
PESCARA. Se gli insegnanti abruzzesi prendono servizio al nord, quelli del sud arrivano in Abruzzo ma, come i colleghi, fanno domanda per l'assegnazione provvisoria per tornare a insegnare nei luoghi...
PESCARA. Se gli insegnanti abruzzesi prendono servizio al nord, quelli del sud arrivano in Abruzzo ma, come i colleghi, fanno domanda per l'assegnazione provvisoria per tornare a insegnare nei luoghi d'origine dove ci sono famiglie e affetti.
E' il caso di Maria Pia Urraro, 47 anni, napoletana, madre di due figli di 16 e 13 anni e moglie di un impiegato dell'amministrazione giudiziaria partenopea. L'algoritmo ministeriale l'ha sbarcata a Pescara, polo liceale Marconi di via Marino da Caramanico, come insegnante di russo.
«La vostra terra è ospitale», precisa subito, «la città è bella e molto a misura d'uomo, i colleghi sono straordinari e affabili, ma sono arrabbiatissima. La legge 107 ha il pregio di eliminare tanto precariato, ma l'algoritmo è disgregante per i nuclei familiari, non tiene conto delle esigenze delle persone, noi non siamo numeri. Abbiamo famiglie che hanno bisogno di noi e figli con i quali non potremo fare i compiti insieme». Tre ore separano Napoli da Pescara, 300 km in automobile. «Se i miei figli fossero stati piccoli ci saremmo potuti trasferire, ma così non è possibile, i loro affetti sono già troppo radicati sul territorio e abbiamo genitori anziani, e non in salute, da accudire».
Anni di precariato come insegnante di inglese nelle scuole di Napoli e provincia, dove l'insegnante ha fatto domanda per tornare. «Sono l'unica docente a essere stata inviata in Abruzzo, molti miei colleghi ce l'hanno fatta a rimanere. Ho 250 punti nella graduatoria nella lingua inglese, ma solo sette posti di ruolo in Italia per il russo. Sono stata sfortunata, in prima battuta l'algoritmo mi aveva spedita a Ventimiglia, ancora più lontano da casa, ma con la mobilità straordinaria mi hanno riavvicinato a Pescara dove, per ora, vivo in albergo in attesa di far ritorno in famiglia».
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