Da Passo Godi lungo il Monte Scalone

Passeggiando nel Parco fra neve e boschi verso Scanno
di GIUSI PITARI
Un inverno con tanta neve, tante montagne, tante valli e natura protetta: siamo al Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise sulla strada statale 479, che conduce a Villetta Barrea da Scanno. Si parte da Passo Godi (1652m) il valico che attraversa uno stretto altopiano dove svettano il Monte Godi e le creste dello Scalone, bianchissimi. Lungo l'altopiano si trova una piccola stazione sciistica alternativa alle grandi mete del turismo invernale. Si parcheggia poco dopo il valico in direzione di Villetta Barrea, si indossano le ciaspole o gli sci da fondo/escursionismo (nella bella stagione si può andare anche in "mountain-bike") e si va a vivere una giornata da favola.
L'inizio del percorso è la Valle dei Campanili; il sentiero Y7 sale dapprima molto dolcemente poi diviene pianeggiante, per ridiscendere ancora: i primi 3 km sono una camminata molto rilassante anche d'estate. Il sentiero costeggia il versante nord del Monte Godi e sbuca su uno stazzo pianeggiante e storico: lo stazzo Ziomas (1502m) il cui nome che deriva dall'arcaico "zu mass" (il masso). Lo scenario è bellissimo: un altopiano d'estate erboso e in inverno completamente bianco, che si perde fino alle pendici del Monte Marsicano a ovest e sulle vette della montagna Grande di Scanno a est. Non c'è vegetazione e quindi d'estate è molto caldo, ma d'inverno la conca è ben protetta dal vento. Allo stazzo di Ziomas d'estate si trovano le greggi assieme al pastore che prepara formaggi, offre da bere e richiama i suoi rumorosi e bellissimi cani (pastori abruzzesi). D'inverno invece le greggi transumano e lo stazzo è bianco immacolato.
Si risale brevemente la Serra di Ziomas 1549m per ritrovarsi su un balcone che si affaccia sul paese di Scanno, con un panorama superbo a nord sul Gran Sasso, tra più vicini Monte Genzana e Terratta e, se la giornata è tersa, si scorge la Majella. Dalla Serra si dipartono altri sentieri: quello denominato Y7 scende a Scanno per la valle del Tasso, quello Y6 sale al valico del Campitello, Y1 invece ci conduce al Ferroio di Scanno, la nostra meta . Si prosegue puntando su una sella dominata a sud dal Colle Ferroio (1853m), un ultimo sforzo e si è sulla sella (1750m, 2 ore dalla partenza) vicino alla stele che porta una targa in ricordo della visita del Papa Giovanni Paolo II.
Il Ferroio di Scanno è uno stupendo terrazzo da dove si può ammirare la valle Orsara e il filo di cresta della omonima sella che passa per le cime del Monte Marsicano fino al Monte Ninna. Più lontane verso ovest, maestose le creste del Petroso, Capraro, Ianniccio, insomma tutto il Parco più bello e protetto: il Ferroio è uno dei più spettacolari e suggestivi affacci sulla riserva integrale della Camosciara. Il consiglio è di ripetere questa breve escursione in autunno, quando le faggete del Parco sfoggiano i colori più belli, quando le valli sono piene del fogliame dell'estate, quando i camosci e i cervi corrono tra i prati d'altura, quando le lunghe giornate permettono di godersi il tramonto tra i monti più belli.
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