Pescara

Da Pescara a Popoli: il 30 marzo venti comuni resteranno senz’acqua

10 Marzo 2026

Gli interventi dell’Aca: reti e condotte da riqualificare. Il direttore tecnico Livello: «Programmeremo l’intervento con la Prefettura per evitare criticità». E fa il punto sugli altri lavori per la realizzazione delle 8 vasche di prima pioggia anti inquinamento

PESCARA. Da Pescara a Popoli, una città e una vallata intera resteranno a secco per una giornata, o anche due. La data, lunedì 30 marzo. Il motivo: concludere i lavori sull’acquedotto Giardino. Sarà l’atto conclusivo del lungo processo di ammodernamento della condotta e d’ingegneria delle reti avviato nei mesi scorsi e finanziato con fondi Pnrr.
30 MARZO A SECCO
«Il 30 marzo chiuderemo tutta la Val Pescara, dalle 6 alle 18, partendo da Popoli. L’acqua mancherà in 20 comuni pescaresi, compresa Pescara», annuncia il direttore tecnico Aca Lorenzo Livello. «Programmeremo l’intervento con l’aiuto del prefetto per evitare situazioni critiche. Abbiamo già previsto l’utilizzo di autobotti fino alla giornata successiva: entro martedì 31 torneremo alla normalità. Questi lavori ci permetteranno di portare a compimento i progetti Pnrr dell’acquedotto Giardino, da Popoli a Pescara. E grazie a questi lavori contiamo di avere migliorie significative nei prossimi mesi dal punto di vista dell’efficienza delle reti».
VASCHE PRIMA PIOGGIA
Proseguono intanto in tutta la città i lavori dell’Aca per la realizzazione delle vasche di prima pioggia. Strumenti attesi da anni che serviranno a raccogliere le acque piovane a ripulirle, passando dal depuratore e poi a tornare nel fiume, e quindi in mare, senza sostanze inquinanti, garantendo qualità e sicurezza alla balneabilità del mare cittadino. La prima grande vasca è quasi pronta: si trova all’altezza della Madonnina e conterrà circa 10mila metri cubi d’acqua. «Concluderemo i lavori entro maggio», va avanti Livello. Le vasche saranno otto in totale. Un’altra quasi pronta è quella di via Pepe, che sarà collegata al collettore Bardet e potrà contenere 2.000 metri cubi d’acqua. Altre avranno bisogno di lavori fino alla fine dell’anno. Come quella del Lungofiume dei poeti, da 2.500 metri cubi circa. Quella delle Mainarde, vicino al Ponte Flaiano, da 5000 metri cubi. E un’altra in via Ombrone, da 2000 metri cubi. «Tutte sono posizionate sullo sfioro delle fognature. I primi 4 millimetri d’acqua di sfioro vengono accumulati in queste vasche, il totale è di 30mila metri cubi. In queste otto vasche intercettiamo questa acqua che non andrà più direttamente al fiume, ma verranno accumulati e riportati al depuratore, poi al fiume e quindi al mare. L’obiettivo è ridurre lo scarico di reflui verso il fiume con un relativo miglioramento della balneazione di Pescara, che già gode della Bandiera blu. Questo progetto, qualche tempo fa, ha agevolato la promozione del nostro mare. Siamo finalmente in dirittura d’arrivo».
LE MONTAGNE DI SABBIA
In alcuni cantieri è visibile il cumulo di terreno estratto per realizzare le vasche: «Si tratta di terreno di scavo, che in parte viene smaltito e in parte lasciato lì, come zavorra sotto la vasca. Tutto analizzato e autorizzato dall’Arta, e documentato», precisa il dirigente dell’azienda acquedottistica.
L’ACQUA DELL’ESTATE
«È presto per fare previsioni, ma l’andamento delle sorgenti è buono al momento, durante l’inverno si sono ricaricate», spiega Livello in previsione della prossima estate. «Non abbiamo avuto grosse precipitazioni nevose tali da farci stare tranquilli per tutta la stagione estiva, almeno fino ad agosto, ma c’è stata tanta pioggia. Soprattutto in montagna. La previsione è difficile da fare, dovremo ancora vedere se ci saranno eventuali piogge primaverili, tra marzo e maggio, che potrebbero ricaricare ulteriormente la falda».

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