Da Praga alla Russia in auto per beneficenza

21 Luglio 2019

Manager di Francavilla da oggi in rally con due amici per raccogliere fondi per l’Africa e l’Amazzonia

FRANCAVILLA. Si partecipa per il gusto di partecipare, per il piacere dell’avventura e della beneficenza: è questo lo spirito del Mongol Rally che parte oggi da Praga e arriva, dopo un paio di mesi, a Ulan Unde, in territorio russo. Ai nastri di partenza quest’anno c’è anche Antonino Paolini, originario di Francavilla, che insieme al romano Roberto Bocci e alla bolognese Claudia Colla compone il Tandem Express (www.tandem.express).
Non immaginateli come tre Indiana Jones a tempo pieno, perché fino a ieri sono stati tre professionisti, più o meno vicini alla cinquantina, che girano in giacca e cravatta o in tailleur: Paolini di mestiere fa il digital marketing manager tra Roma e Pescara; Bocci lavora come digital transformation consultant nella capitale; Colla è impiegata come legal & policy affairs officer tra Bruxelles e l’Italia. Durante l’anno un po’ di vela e trekking. Ma a un certo punto, perché non fare una “mattità”? Ecco allora che arriva la decisione di partecipare a quella che gli organizzatori presentano come «la più grande avventura del mondo». Tanto per cominciare si partecipa con auto di seconda mano, preferibilmente recuperate da sfasciacarrozze o comunque a fine “carriera”, con motori di piccola cilindrata. Il Tandem Express parte con una Fiat Panda 4x4 usata, acquistata e preparata per l’occasione. È vietato usare navigatori satellitari e sono sconsigliate le autostrade: si fa affidamento solo su mappe cartacee, cartelli stradali, bussola e supporto delle popolazioni locali. Non è previsto supporto da parte dell’organizzazione, che è presente all’arrivo per un in bocca al lupo e alla termine del rally per le congratulazioni. A riceverle in genere non sono in molti: circa la metà dei partecipanti è costretti a fermarsi per strada. Quest’anno sono attese circa 400 squadre alla partenza a Praga, con partecipanti cinesi, americani e australiani, oltre che da un po’ tutti i Paesi europei. Paolini è l’unico abruzzese in pista.
Insomma, si partecipa solo per il gusto di farsi 15mila chilometri tra Europa dell’Est e Asia minore e centrale. L’itinerario non è prestabilito: ognuno sceglie il suo. Il gruppo di Paolini ha optato per quello che corrisponde all’antica “Via della seta” battuta da Marco Polo: da Praga attraverso Slovacchia, Ungheria, Bulgheria e Turchia si passa in Armenia e Georgia, si attraversa l’Iran e si torna nell’ex Urss toccando Turkmenistan, Uzbekistan e Kasakistan, quindi si gira la Mongolia, e alla fine si raggiunge l’arrivo in territorio russo. Non ci sono neanche controlli, ma del resto non è un evento sportivo o agonistico, ma un’occasione diversa e un po’ folle di fare beneficenza. Ogni team deve raccogliere almeno mille sterline per Cool Earth (www.coolearth.org), una ong impegnata nella lotta contro la deforestazione delle foreste pluviali in Amazzonia, Africa e Oceania, che supporta le popolazioni locali con fondi e progetti per lo sviluppo della microimpresa. La corsa, organizzata da The Adventurist (www.theadventurist.com), è stata inventata dall’inglese Tom Morgan, che compì il primo Mongol Rally da Londra a Ulan Bator nel 2002 su una Fiat 126 insieme a un amico.
Si gareggia quindi per spirito d’avventura e goliardia, che è quello che ha spinto il gruppo di Paolini a scendere in pista: «Ci mettiamo alla prova dal punto di vista organizzativo e dell’avventura», spiega il manager francavillese, «tutta la preparazione l’abbiamo portata avanti nel tempo libero. È un’impresa affascinante, e a me personalmente ci sono un paio di cose che stuzzicano come abruzzese: mi viene in mente ad esempio quella teoria sull’origine della popolazioni abruzzesi dai pastori degli altopiani iraniani; penso alla somiglianza tra i costumi tipici di Scanno e quelli dell’Armenia; oppure agli shashlyk, gli spiedini di carne simili agli arrosticini che si mangiano in Mongolia e in Russia».