Da rossi si torna arancioni Nuovo cambio dopo 24 ore
L’Abruzzo sconta un giorno di purgatorio: da oggi i divieti sono di nuovo meno restrittivi Per la gialla servono 21 giorni, ma sigle di categoria e il centrodestra la vogliono per Natale
PESCARA. Dal rosso all’arancione in 24 ore. L’Abruzzo ha scontato ieri il giorno di purgatorio e oggi cambia di nuovo colore, passando nella fascia intermedia che prevede l’allentamento dei divieti. Il passaggio lampo per sole 24 ore in zona rossa, dopo la decisione del Tar dell’Aquila di sospendere l’ordinanza del governatore Marco Marsilio che anticipava la zona arancione, ha frastornato cittadini e commercianti che ieri sono apparsi piuttosto disorientati.
Da oggi, come certificato anche dal Ministero della Salute, l’Abruzzo esce dal caos e torna arancione, ma c’è già chi guarda al futuro. Sono le imprese che chiedono al governo una maxi deroga affinché l’Abruzzo torni giallo prima di Natale «per ridare ossigeno a bar e ristoranti durante le festività». Ma non sarà facile perché sulla carta ci aspettano 21 giorni di arancione.
COME CAMBIANO I DIVIETI
L’Abruzzo, insieme a Toscana, Campania, Valle d’Aosta e provincia di Bolzano, torna arancione mentre il resto d’Italia è giallo. I divieti durati ieri per poche ore (chissà in quanti li avranno rispettati) oggi si attenuano. Cosa cambia dal rosso all’arancione? Cosa prevede l’allentamento delle restrizioni?
La prima grande differenza è nella mobilità. Torna la possibilità di muoversi all’interno del proprio comune, dalle 5 alle 22, senza giustificare lo spostamento e senza bisogno di compilare l’autocertificazione, obbligatoria invece nella zona rossa. Restano vietati gli spostamenti verso altri comuni o regioni se non per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Ancora chiusi bar e ristoranti, con l’asporto consentito fino alle ore 22 e nessuna restrizione per la consegna a domicilio. Riaprono i negozi, ma i centri commerciali dovranno rimanere chiusi nei giorni pre festivi e festivi. Aperte farmacie, parafarmacie, supermercati, tabacchi ed edicole. La didattica torna in presenza anche per le seconde e terze medie, così come per le scuole dell’infanzia e primaria. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori. Capienza ridotta al 50 per cento per il trasporto pubblico locale, con l’eccezione dei mezzi di trasporto scolastico. Permesse le passeggiate dalle 5 alle 22.
Gli stessi orari valgono per l’attività motoria, che si potrà svolgere anche nei parchi purché sia evitata ogni forma di assembramento. È consentito l’uso della bicicletta, mentre restano chiuse piscine e palestre oltre che teatri, musei e cinema.
L’APPELLO DELLE IMPRESE
Arriva da 9 associazioni imprenditoriali ed è rivolto al governo affinché conceda una maxi deroga per il ritorno dell’Abruzzo in zona gialla prima di Natale. Sulla carta, infatti, secondo i tempi e le regole dettate dalla Cabina di regia, potremmo diventare gialli ben oltre il 25 dicembre. «Governo e Regione tornino subito a parlarsi nelle sedi istituzionali deputate, fuori dalle aule giudiziarie, evitando iniziative unilaterali che danneggiano solo gli abruzzesi», scrivono in una nota congiunta Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti e Legacoop. «L’interesse comune è che, per Natale, sulla cartina geografica anche l’Abruzzo sia colorato di giallo come il resto d’Italia, consentendo a diverse attività come ristoranti e bar di poter tornare al lavoro. Ipotesi, questa, che però alla luce dell’ordinanza emanata venerdì dal ministro della Salute, Speranza, diventa molto difficile». Le nove sigle che rappresentano agricoltura, artigianato, commercio, cooperazione, servizi e turismo, temono che l’ingresso in zona gialla dell’Abruzzo possa esserci solo dal 27 dicembre, a differenza di tutte le altre regioni italiane. «Ora la Giunta regionale», proseguono le associazioni, «deve riaprire immediatamente un dialogo istituzionale con il governo per studiare tutte le necessarie misure che possano scongiurare questa ipotesi, e farci tornare zona gialla prima di Natale. L’Abruzzo deve superare le gravi incertezze in cui si trovano a vivere imprese e cittadini, che snervati non possono svegliarsi ogni mattina nella più totale incertezza legata a restrizioni nelle aperture delle attività e nella mobilità delle persone».
L’APPELLO DELLA POLITICA
La stessa richiesta arriva dai coordinatori regionali di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc e Idea-Cambiamo, Luigi D’Eramo, Etelwardo Sigismondi, Nazario Pagano, Enrico Di Giuseppantonio, Mimmo Srour, che chiedono al governo di far tornare l’Abruzzo giallo prima di Natale.
«Se al presidente Marsilio, alla luce dei dati sanitari, viene preclusa la possibilità obiettiva di intervenire a difesa delle ragioni del proprio territorio», dicono i coordinatori regionali del centrodestra, «allora provveda il governo nazionale ad avere lo stesso giusto senso di responsabilità e acceleri il ritorno dell’Abruzzo in zona gialla prima di Natale. Mentre la nostra regione trasmette dati sanitari migliori di altre, già in zona gialla, è quanto mai incomprensibile che il governo sia ancora concentrato sulla diatriba zona rossa-arancione. L’Abruzzo e la sua economia rischiano seriamente di restare asfissiati dalla burocrazia creata dai Dpcm del governo Conte. È ancora più desolante che ci siano anche parlamentari abruzzesi del governo giallorosso che, invece di difendere la propria regione, non sostengono le riaperture delle attività economiche».
«L’ulteriore beffa», aggiungono, «è che questo scenario si manifesta mentre i report della cabina di coordinamento confermano quanto Marsilio va ripetendo da oltre una settimana, e cioè che i dati in Abruzzo sono notevolmente migliorati e tali da permettere ulteriori riaperture commerciali. Ora il governo Conte dia immediate ed obiettive risposte ai commercianti e ai cittadini abruzzesi, perché in gioco c’è la sopravvivenza di migliaia di attività e di posti di lavoro e ogni polemica risulta inutile e dannosa per l’interesse regionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

