Da sabato partono i saldi: come fare buoni acquisti

3 Luglio 2024

Dureranno dal 6 luglio al 3 settembre: il decalogo per tutelare i consumatori

L'AQUILA. Per gli amanti dello shopping è tempo di acquisti. Sabato 6 luglio, in Abruzzo, prenderanno il via i saldi estivi, che termineranno al 3 settembre.
Gli sconti rappresentano un’ottima opportunità per acquistare abbigliamento, calzature, accessori e articoli per la casa a prezzi ridotti, anche se il calo pesante delle vendite registrato tra marzo e giugno - dal 15 al 30% nel settore moda e pelletteria rispetto allo scorso anno - scoraggia gli esercenti. È certo che, rispetto al passato, si spende meno e in altri settori: diminuiscono, secondo la Confcommercio regionale, gli acquisti di abbigliamento e calzature a vantaggio delle vacanze.
A pesare in negativo sulla bilancia è anche l'on line che, con la pandemia, ha preso il sopravvento rispetto ai negozi reali. In vista dei saldi è bene, comunque, tenere a mente alcune regole di base, per evitare raggiri.
VENDITE SCARSE. «Il tema dei saldi ha sempre diviso associazioni di categoria e commercianti. Ogni anno si ripresenta il dilemma: anticiparli, posticiparli e cambiare data. In realtà non è questo il problema, bensì il calo drastico dei consumi e il cambio di abitudini del post pandemia», spiega Marisa Tiberio, presidente Confcommercio Chieti e vice presidente nazionale Federmoda Italia, «come Federmoda abbiamo registrato, tra marzo e giugno scorso, un calo di vendite di abbigliamento, calzature, pelletteria, biancheria per la casa e articoli sportivi che oscilla tra il 15% e il 30%».. «Le ragioni sono diverse: si spende meno, si compra di più on line e si preferisce magari un week end fuori all'acquisto di un tailleur. Senza contare che le vendite sono sempre più orientate verso merce di scarsa qualità, che dura appena una stagione».
Federmoda ha redatto, a livello nazionale, un vademecum tra commercianti e fornitori che alleggerisce gli obblighi dei commercianti e limita la concorrenza sull'on line.
PREVISIONI AL RIBASSO. «Dai saldi non ci spettiamo miracoli, ma una boccata di ossigeno che ci consenta di affrontare il pagamento delle tasse di agosto (Inps, Iva e Irpef) e di onorare gli impegni con i fornitori», evidenzia Tiberio, «i saldi non sono più quelli di una volta in cui c'era la corsa all'acquisto. Inoltre, essendo l'Abruzzo una delle regioni che permette di fare vendite promozionali trenta giorni prima dei saldi, molti negozi stanno già effettuando i pre-saldi da un mese».
Per Lido Legnini, direttore della Confesercenti Abruzzo «rispetto all'inizio della stagione, che non è stata affatto buona per le vendite, i commercianti sperano in qualcosa di più. Ci auguriamo che i saldi possano far recuperare il terreno perso negli ultimi mesi e incrementare le vendite».
«Come Confesercenti», aggiunge Legnini, «abbiamo chiesto di posticipare la data, ma la Conferenza delle Regioni, a livello nazionale, decide sempre per il primo sabato di luglio: a nostro avviso iniziare così presto è un vantaggio per il consumatore, lo è meno per i negozi fisici».
SALDI LIBERALIZZATI. Duro il commento di Confimprese Italia, che definisce i saldi estivi "una farsa". «I saldi, disciplinati da norme che non tengono conto della realtà e delle mutate condizioni di mercato, da opportunità si sono trasformati in un danno per i commercianti», afferma il vicepresidente di Confimprese Italia, Giovanni Felice, «parliamo di leggi promulgate nel secolo scorso, che disciplinano le regole con le modalità commerciali e con le abitudini dei consumatori di un quarto di secolo fa. Con la liberalizzazione nel 2006 delle vendite promozionali (decreto Bersani) il valore commerciale dei saldi è diminuito. Inoltre, le continue campagne promozionali di tutte le catene di franchising e gli effetti del commercio on line, perennemente in saldo, e tutte le modalità di aggiramento delle norme sui saldi, come messaggini, vendite private e gli altri strumenti fantasiosi messi in campo, hanno finito per ridurre, fino ad annullare, l’effetto trainante e salvifico delle stagioni dei saldi».
Secondo i dati elaborati da Confimprese, nel 2023, nella capitale della moda italiana, Milano, i saldi estivi sono stati un flop con un meno 50% nei primi giorni e, con un saldo negativo a fine stagione, stimato intorno al 20%. Un dato costante a livello nazionale.
Ma secondo Confimprese, «ora partiranno comunque le previsioni sulle capacità di spesa dei consumatori, sulle percentuali di crescita rispetto agli anni passati, prefigurando scenari più o meno ottimistici che in realtà non si verificheranno e che servono come anestetico per portare nell’oblio un problema spinoso da affrontare».
COME ORIENTARSI. Le regole delle vendite ai saldi sono sempre le stesse, come ricordano Federazione Moda Italia e Confcommercio.
L’esercente che intende effettuare la vendita di fine stagione, è tenuto a darne comunicazione al Suap, lo Sportello unico del Comune competente, almeno due giorni prima della data in cui deve avere inizio. I commercianti hanno l'obbligo di esporre chiaramente, accanto a ogni prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale di sconto applicata. Alcuni negozi possono far accedere i clienti iscritti a programmi di fedeltà a sconti in anteprima. È fondamentale che le informazioni sugli sconti siano veritiere sia nelle comunicazioni pubblicitarie che nei prezzi indicati nei negozi. I commercianti non possono indicare prezzi diversi e devono essere pronti a dimostrare la veridicità delle informazioni agli organi di controllo. Gli articoli in saldo devono essere, inoltre, separati da quelli venduti a prezzo pieno.
TUTELA DEI CONSUMATORI. In caso di prodotto difettoso, il consumatore ha il diritto di richiedere la sostituzione dell'articolo o il rimborso del prezzo, purché esibisca lo scontrino, che è quindi importante conservare. Per quanto riguarda i cambi, la possibilità di restituire un capo acquistato è, generalmente, a discrezione del negoziante, a meno che il prodotto non sia difettoso o non conforme. In tal caso, il negoziante è obbligato a riparare o sostituire l’articolo e, se ciò non è possibile, a ridurre il prezzo o a restituire l’importo pagato. Il consumatore deve, però, denunciare il difetto entro due mesi dalla scoperta. Non vi è obbligo per i negozi di consentire la prova dei capi in saldo, questa decisione è lasciata al titolare.
I pagamenti con carta di credito devono essere sempre accettati. Gli articoli in saldo devono essere stagionali o di moda, soggetti a rapido deprezzamento se non venduti entro un certo periodo. Confcommercio segnala, infine, le varie iniziative promosse sull’intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia come Saldi chiari e sicuri, Saldi trasparenti e Saldi tranquilli.
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