«Da sei anni sono vittima della burocrazia»

25 Luglio 2015

Manoppello, la denuncia del proprietario di un terreno che ha visto sfumare un affare da 150mila euro

MANOPPELLO. «Vessato dalla burocrazia». Sisente così Maurizio De Meis, proprietario di un terreno edificabile a Manoppello Scalo, del quale non è riuscito a sfruttare le potenzialità costruttive pur avendo già stipulato una permuta con la Ma.Da Costruzioni di Chieti. La stessa Ma.Da., tramite un progettista di Pescara, aveva presentato un progetto per una palazzina con sei appartamenti, otto garages e tre posti auto. In virtù del permesso a costruire che si sarebbe ottenuto De Meis ha avuto in permuta un appartamento a Chieti e due posti auto del valore stimato di 150mila euro. Ma la pratica progettuale depositata il 31 dicembre 2009 non ha mai subito avanzamenti tanto che De Meis, dopo reiterati tentativi verbali di appurare se ci fossero difficoltà, ha provato a seguire altre vie e, scrivendo al Comune (era ottobre 2010), ha ricevuto solo dopo un mese un'amara risposta con l’annuncio che era prevista «l’approvazione di una variante al Piano Particolareggiato ambito 15-16 e che la vicenda edilizia avrebbe conosciuto la fine» ma purtroppo, fa notare, «ancora oggi questa fine non è arrivata». Constatata la mancanza di volontà del Comune ad evadere la pratica edilizia, dopo altri tentativi bonari di sanare la vicenda, «siamo arrivati all'estate del 2011, quando ho saputo la sera prima del Consiglio comunale che si stava decidendo sulla mia proprietà e che la variante al Piano particolareggiato si sarebbe concretizzata con l'eliminazione dell'unica strada pubblica di accesso prevista per il mio lotto sia in sede di approvazione del Prg (1997) sia del Piano particolareggiato approvato il 29 novembre 2006».

Nonostante le tante note e la documentazione inoltrata, De Meis non ha mai ricevuto risposte e il Piano particolareggiato ha finito per «favorire un confinante, il proprietario del lotto sul quale avrebbe dovuto essere realizzata l'unica via di accesso al terreno, con un premio di cubatura pari a 800 metri quadrati di superficie utile edificabile, facendola lievitare in un istante da 1.800 a 2.600 mq di superficie utile edificabile». Il risultato è che il lotto è rimasto intercluso, isolato, e De Meis si sente «danneggiato per aver perso un affare di circa 150mila euro relativo alla permuta». La beffa è che ha dovuto pagare Ici e Imu. La ciliegina sulla torta arriva con una multa della Polizia municipale per mancata manutenzione, cioè mancato sfalcio delle erbe, per un importo di 173,60 euro che è stata impugnata davanti al giudice di pace (perché il lotto risulta intercluso). In quella sede ha avuto ragione e il Comune è stato condannato ad eseguire la manutenzione e a pagare le spese processuali. Quindi, la manutenzione resta in capo al Comune, quindi a carico e in danno della collettività. Per De Meis, funa magra consolazione.

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