Da Vinci, studenti in piazza «Ci trattate come nomadi»

2 Settembre 2016

Manifestazione davanti al Comune dei ragazzi della succursale di Porta Nuova A pochi giorni dal via delle lezioni, non c’è ancora una sede per i 200 alunni

PESCARA. «Nomadi». Si sentono così, gli studenti della succursale di via Brandano del liceo scientifico Leonardo da Vinci, e ieri l’hanno manifestato con un sit in in piazza Italia, davanti al municipio. Già, poiché a pochi giorni dalla data d’inizio dell’anno scolastico, non sanno ancora quale sarà la propria sede. Di certo, non sarà quella che hanno occupata per 16 anni di seguito, quella tra via Brandano e via Vespucci, nei locali Morgillo, visto che il contratto d’affitto, dopo un anno di proroga già concesso da un privato alla Provincia - l’ente di riferimento degli istituti di istruzione secondaria – non è stato rinnovato. La Provincia per il momento avrebbe proposto alcuni locali del liceo classico d’Annunzio, in via Venezia, ma secondo il dirigente del liceo da Vinci, Giuliano Bocchia, «gli spazi non sarebbero sufficienti» per ospitare le dieci classi, dunque poco più di 200 studenti, della succursale di via Brandano.

Ora però la palla è passata al Comune, il quale potrebbe decidere di assegnare alla scuola i locali, di proprietà dell’ente, di piazza dei Grue, nei quali già l’anno scorso ci furono dei sopralluoghi congiunti tra Provincia e Comune. Se n’è parlato ieri mattina, durante un paio di incontri che si sono tenuti in Comune, tra il preside Bocchia e il sindaco Marco Alessandrini, oltre ad alcuni tecnici municipali. Ma al momento la soluzione non è stata trovata: di mezzo, ci sarebbe un’associazione di anziani, che già occupa parte dell’edificio di piazza dei Grue, per attività socio-ricreative. Della questione se ne sarebbe dovuto parlare anche in un’altra riunione, tra sindaco e dirigente scolastico del da Vinci, ma l’incontro pomeridiano è stato rinviato, in quanto il primo cittadino starebbe vagliando una soluzione gradita all’associazione degli anziani. L’insofferenza, però, ieri mattina, tra gli studenti, c’era tutta, davanti al palazzo del Comune. Il punto, per la trentina di studenti che si sono fatti sentire in piazza Italia, è che lasciare via Brandano o piazza dei Grue, significherebbe dismettere un punto di riferimento per tutta la zona di Porta Nuova. Ma lo “scontro” è anche generazionale. «Gli anziani dovrebbero essere più comprensivi con noi, anche perché l’istruzione deve essere la prima cosa», sottolinea Raffaella Di Vincenzo, in procinto di frequentare la quarta P, che insiste sull’assegnazione di una succursale tutta loro. «Anche il Galilei ne ha una e noi, tutti insieme, formiamo una grande famiglia, e dunque non dovremmo dividerci», aggiunge. Lo spauracchio, infatti, per gli studenti sarebbe una diaspora tra diversi edifici cittadini. All’orizzonte, anche problemi di coabitazione studenti-anziani, in piazza dei Grue.

«Pare», osserva Gianni Di Sante, della futura quinta O, «che secondo il regolamento studenti e associati non potrebbero usare neppure gli stessi servizi igienici». Inoltre, rimarca Lorenzo Chiantella, prossimo alla quinta P, «se per il momento ci siamo riuniti solo per far notare la nostra presenza, nel caso non si optasse per soluzioni a noi idonee, nei prossimi giorni torneremo a farci sentire con altre modalità». «Sono deluso dal fatto che il Comune», ha infine evidenziato Bocchia, «non abbia ancora trovato una soluzione, ma sono fiducioso sull'esito finale».

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