Da Vistamare Louise Nevelson e Mai-Thu Perret

PESCARA. Oscurità e luce, opacità e trasparenza, un dialogo che procede per opposti e che si incontra nella comune attrazione per immagini ancestrali, scenari ieratici dalla fascinazione cimiteriale....
PESCARA. Oscurità e luce, opacità e trasparenza, un dialogo che procede per opposti e che si incontra nella comune attrazione per immagini ancestrali, scenari ieratici dalla fascinazione cimiteriale. In un gioco di rimandi e risposte dal portato dichiaratamente femminista. Louise Nevelson e Mai-Thu Perret da Vistamare a Pescara in un allestimento dal forte e spettacolare impatto. La galleria Vistamare di Benedetta Spalletti saluta l'arrivo dell'estate e ne accompagna il corso con una mostra di straordinario interesse.
Che fin dal titolo "Queen of the black black" , citazione tratta da una poesia di Lady Lou, identifica la fisionomia artistica e personale della “grand dame della scultura contemporanea”, l'ucraina naturalizzata statunitense Louise Nevelson, scomparsa 26 anni fa. E al tempo stesso sottolinea lo studio delle teorie femministe portate avanti da Mai-Thu Perret, nata a Ginevra nel 1976, origine franco-vietnamita. Due diverse generazioni, due sguardi profondi sulla contemporaneità con evidenti influenze dei movimenti avanguardisti del secolo scorso. Le opere in esposizione svelano come, a dispetto delle palesi diversità, il dialogo costituito dalle due artiste sia in realtà serratissimo. Ai totem e muri in nero, che assieme ai collage definiscono l’opera della Nevelson (Kiev, 1899 - New York, 1988) fanno da chiaro contrappunto le delicate sculture in ceramica, le linee trasparenti dei neon della Perret. «Sono molto felice di ospitare nella mia galleria le opere di Louise Nevelson, considerata da molti la più grande scultrice del XX secolo», dichiara Benedetta Spalletti. Non è stato semplice trovare un corpus di lavori così importanti, racconta la gallerista pescarese nipote dell'artista Ettore Spalletti, che pertanto auspica un sicuro apprezzamento anche da parte della sua città dove ha scelto di operare riversando l'esito dei suoi continui spostamenti e relazioni intessute nel complesso sistema dell'arte contemporanea internazionale. «Spero che anche Pescara», confida Benedetta «sappia apprezzare e comprendere l'importanza storica ed artistica delle opere delle due artiste. Molti dei pezzi in mostra hanno importanza museale». La mostra sarà allestita fino al 9 settembre nello storico palazzetto in via Largo dei Frentani 13.
Gli allestimenti tenderanno a ricreare le ambientazioni delle grandi istituzioni, pubbliche e private, che li hanno ultimamente ospitati ("Louise Nevelson" a Palazzo Sciarra della Fondazione Roma Museo nel 2013, la Galleria Pace di New York nel 1983 intitolata "Cascades Perpendicular”). «Ho pensato», spiega «di far dialogare Louise con una artista svizzera di generazione diversa, Mai-Thu Perret, le cui sculture e installazioni possiedono una valenza profonda e sono state esibite in importanti musei e gallerie di tutto il mondo, non ultima la partecipazione alla Biennale di Venezia del 2011, con l'opera esposta in mostra a Pescara "Flow my Tears I". In un gioco di rimandi e risposte l’assenza di colore, l’opacità e lo spazio ombroso dell’una si congiungono perfettamente alla visione luminosa dell’altra. Le strategie di accumulazione e oscuramento dialogano in un medesimo canto con la luce e l’evanescenza, rivelando un interesse comune per immagini ancestrali, per scenari ieratici dalla fascinazione cimiteriale.Entrambe le artiste sono intrise fortemente di una poetica femminista. La stessa Nevelson rappresenta una sorta di figura protofemminista nella ferma volontà di vivere una vita indipendente e libera, dedita in modo esclusivo alla sua arte. Dal canto suo Perret è costantemente impegnata nello studio delle immagini mitiche dell’universo femminile, conduttrici di una nuova simbologia sociale». La mostra è aperta da domani, 3 giugno con ingresso libero, dal martedì al sabato, info 085694570, www.vistamare.com.
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