Dal ’92 a oggi dieci gravi episodi

22 Dicembre 2020

Si aggiorna in Abruzzo il lungo elenco di vittime e feriti causati da incidenti nella lavorazione di esplosivi

CASALBORDINO . Ancora morti per esplosivo in Abruzzo e ancora un incidente per la Esplodenti Sabino di Casalbordino. Ai tre morti di oggi nell’azienda, che ha sede legale a Lanciano, si deve aggiungere Bruno Molisani che nel 1992 aveva 48 anni e saltò in aria per colpa di una spoletta che innescò una esplosione. Da allora la Sabino ha visto altre sciagure: due i feriti gravi rimasti coinvolti nell’esplosione avvenuta nel 2009. Uno degli operai subì ustioni di secondo e terzo grado sul 70 per cento del corpo. Nel 2015 nella sede di Noceto (Parma) poi altri due operai subirono fratture e ferite gravi a seguito di una nuova esplosione.
Negli ultimi trent’anni si segnalano dieci casi di esplosioni da polvere pirica sia in aziende di fuochi d’artificio o depositi: i più gravi sono stati quelli di Balsorano (in provincia dell’Aquila) quando a saltare in aria fu una fabbrica di fuochi d’artificio che provocò sei morti e quattro feriti. Altri gravi incidenti da menzionare si sono registrati nel 2013 a Cipressi di Città Sant’Angelo (in provincia di Pescara) con quattro morti tra lavoratori e proprietari di un’azienda di fuochi pirici, a cui si aggiunse tragicamente a distanza di qualche mese il decesso del vigile del fuoco Maurizio Berardinucci per le ferite causate da una ulteriore esplosione posteriore, ed al quale è stata intitolata successivamente la caserma del Corpo a Pescara.
Il vigile eroe fu insignito anche di un attestato di pubblica benemerenza per aver fatto parte delle squadre operative di Colonna Mobile intervenute nell’emergenza terremoto del 2009. A luglio del 2016, inoltre, nella sede del comando provinciale dei vigili del fuoco di viale Pindaro, a Pescara, in una cerimonia toccante ci fu il giuramento dell’allora neo vice ispettore Moreno Berardinucci, figlio del compianto Maurizio.
Tornando alle tragedie, l’anno successivo a quella di Cipressi di Città Sant’Angelo fu la volta di Tagliacozzo (in provincia dell’Aquila). Era il luglio del 2014, infatti, quando saltò in aria l’azienda Paolelli, uccidendo sul colpo tre persone. Con i fatti di ieri relativi alla fabbrica Esplodenti Sabino di Casalbordino sale così a 21 il calcolo tragico delle vittime in Abruzzo dal 1992 ad oggi.
Una lunga scia di morti, purtroppo, causati dagli esplosivi killer negli ultimi ventotto anni.