Dal maialino in viale Kennedy al montone sulla rotatoria

5 Dicembre 2018

PESCARA. «Il problema è che oggi le persone tendono sempre più ad antropomorfizzare gli animali, ma questo non è amore per gli animali è solo egoismo». La racconta così il maggiore Donatella Di...

PESCARA. «Il problema è che oggi le persone tendono sempre più ad antropomorfizzare gli animali, ma questo non è amore per gli animali è solo egoismo». La racconta così il maggiore Donatella Di Persio, responsabile del nucleo di Tutela ambientale della polizia municipale. La sua squadra è formata dal responsabile del servizio Pietro Fiadino e da altri sei vigili urbani che, nell’ambito della salvaguardia degli animali, intervengono quotidianamente sul territorio comunale «in maniera prioritaria e quasi esclusiva», in media con due operazioni al mattino e una al pomeriggio solo per i cani che si perdono. Senza contare gli altri servizi tra cui controlli delle telecamere per la raccolta differenziata, verifiche sull’inquinamento, sulle falde acquifere, sui gas di scarico e sui terreni incolti e alberi che cadono. «Riceviamo tantissime segnalazioni», racconta Di Persio, «dal cane che ha saltato il recinto di casa e non si trova più, al gatto che invece sta tutto il giorno sul balcone e sembra malinconico, fino ai casi più curiosi come il montone trovato alla rotatoria della Nazionale Adriatica sud, il capriolo recuperato al parco di Salita Zanni, il caprone a spasso in mezzo ai bagnanti o i pitbull piombati sul campo del San Marco. Le persone ci chiamano per i casi più disparati: una volta c’era un gabbiano con un’ala rotta, lasciato in custodia alla clinica veterinaria, un’altra volta era fuggita di casa un’iguana. In estate ci sono le balene spiaggiate, in altri periodi dell’anno ci segnalano i cinghiali, una problematica diffusa in tante città. Il maialino di viale Kennedy non è assolutamente un caso isolato, a Pescara ce ne sono tantissimi tra conigli e maialini da compagnia». Quello che non va, secondo la responsabile del nucleo di tutela ambientale della municipale, è la rete. «Tante segnalazioni», prosegue Di Persio, «sono prive di fondamento. E non c'è collaborazione né con le altre forze dell’ordine che dovrebbero intervenire per problemi di ordine pubblico, né con le associazioni ambientaliste. Con l’assessore Teodoro c’è una bella sinergia, i fondi comunali per la gestione del canile sono più che raddoppiati, eppure ogni volta che bisogna portare lì un nuovo animale ci fanno storie dicendo che non ci sono posti. Il canile non dovrebbe essere una prigione, ma un luogo di passaggio per consentire al cane di essere reimmesso sul territorio». (y.g.)