Dal salone la sfida ai mercati

10 Aprile 2017

Apre la fiera internazionale . Al taglio del nastro anche il maggiore importatore cinese

VERONA. Il fatturato del vino e degli spumanti cresce del 3% in Italia, e raggiunge nel 2016 il valore record di oltre 10,1 miliardi. Il merito, in gran parte, è delle esportazioni che hanno raggiunto quota 5,6 miliardi, il massimo di sempre. Il dato emerge da un’analisi della Coldiretti presentata all’edizione numero 51 di Vinitaly, che ha aperto ieri i battenti a Verona alla presenza di Phil Hogan, commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti. Al taglio del nastro, anche Robert Yang, presidente e amministratore delegato di “1919”, il più grande operatore cinese della distribuzione online e offline con più di 1000 negozi in tutte le province. Yang ha annunciato la volontà di aumentare in maniera consistente la quota di mercato dei vini italiani, che per ora rappresenta solo il 5%. «Puntiamo a raggiungere», ha detto, «almeno 500 milioni di renmimbi (la valuta con corso legale nella Repubblica popolare cinese, ndr), per il vino italiano, non meno di 2 milioni di bottiglie vendute, delle quali almeno un milione di vino a 5 stelle». In apertura,il ministro Martina e il Commissario Hogan si sono confrontati sulle sfide più importanti dell’agricoltura, in vista della riforma della Pac che vedrà la luce dopo il 2020. Insieme hanno concordato di confermare lo stanziamento delle risorse per il comparto agricolo. «A 60 anni dai Trattati di Roma», ha dichiarato dopo l’incontro il ministro Martina», dobbiamo affrontare un passaggio cruciale allargando l’orizzonte dell’impegno europeo dalla politica agricola a quella agroalimentare. Un lavoro che l’Italia ha iniziato con Expo Milano 2015 e che ora deve trovare la sua prosecuzione naturale in ambito europeo. L’agricoltura produce beni pubblici fondamentali per tutti i 500 milioni di cittadini europei, e sarà un elemento chiave anche per raggiungere gli obiettivi sostenibili 2030. Ecco perché è necessario proseguire negli investimenti sul settore e valorizzare il lavoro delle imprese agricole, sul fronte della resilienza, della sostenibilità e della qualità. Sono caratteristiche tipiche del modello agricolo italiano che vogliamo non solo difendere, ma far crescere ancora guardando alle sfide che ci aspettano». Sul fronte dello sviluppo rurale il Commissario europeo ha annunciato un pacchetto di iniziative di semplificazione, ribadendo l’importanza per le piccole e medie imprese della piattaforma italiana multiregionale di garanzia lanciata ieri per la prima volta in Europa con quasi mezzo miliardo di investimenti Ue e nazionali. «Continueremo a mettere al centro delle politiche europee future la qualità del cibo e del vino, a sostenere un settore così importante a livello mondiale ed europeo», ha assicurato l’irlandese Hogan. «Se tutti i settori fossero come cibo e vino avremmo un’economia molto solida in Europa». L’inaugurazione di Vinitaly è stata anche l’occasione, per il ministro Galletti, per firmare due memorandum con Federvini e l’Unione Italiana Vini, per puntare alla promozione congiunta dei valori legati alla sostenibilità delle produzioni vitivinicole italiane.

Nel 2016, rispetto all’anno precedente, le vendite hanno avuto un incremento in valore del 6% negli Usa che si confermano il primo cliente, seguiti dalla Germania dove la crescita è del 2% e dal Regno Unito dove l’export aumenta del 2%. E sono proprio gli Usa che nel 2016 hanno conquistato il primato mondiale nei consumi di vino, con 30,1 milioni di ettolitri. L’Italia è il primo fornitore e realizza un quarto (24%) del fatturato all’estero proprio sul mercato americano. Ma i mercati ai quali si guarda con sempre maggiore interesse, anche se attualmente i valori sono ancora limitati, sono quelli dei paesi asiatici, come la Cina, dove dove la crescita è percentualmente maggiore con un +13%. Senza contare l’interesse sempre maggiore che la Francia riserva ai vini del Bel Paese.