Dall’Abruzzo la sfida a Stellantis: migliaia di operai domani a Roma

17 Ottobre 2024

Lo sciopero dell’Automotive: trenta pullman di Fiom, Fim e Uilm e 46 sindaci con le fasce

ATESSA. L'Abruzzo dell'automotive domani invade Roma per lanciare la sfida a Stellantis. Oltre trenta pullman partiranno all’alba per raggiungere la capitale: duemila operai, forse molti di più, della Val di Sangro, del Teramano e del Sulmonese sfileranno con 46 sindaci della provincia di Chieti che in massa hanno aderito alla protesta e parteciperanno allo sciopero nazionale e alla manifestazione di piazza del Popolo. L'Abruzzo avrà certamente un ruolo da protagonista.
Siamo una delle principali regioni manifatturiere d'Europa dove il settore automotive vale quasi il 20% del Pil. La crisi economica prima, con il Covid e le guerre di mezzo, e la transizione energetica poi, stanno però azzoppando un territorio che è settimo in Italia per esportazioni.
I NUMERI.
In Abruzzo, la filiera automotive, come ricorda uno studio del Polo di innovazione automotive, è costituita da un gruppo di imprese globalizzate, sia grandi che piccole e medie imprese che in termici economici occupa circa 23.000 addetti, di cui 20.000 solo nella provincia di Chieti. Il fatturato è di 8 miliardi di euro e rappresenta oltre il 48% dell’export della Regione Abruzzo, oltre al 13% del Pil Industria. Il tasso di industrializzazione è del 27%, superiore alla media nazionale. A trainare gran parte di quel Pil è Stellantis Atessa, 4mila dipendenti diretti e oltre 15mila dell'indotto. Ecco perché la transizione energetica qui si sente così forte.
I veicoli commerciali leggeri prodotti ad Atessa hanno infatti subito un calo da 115.250 nel 2023 a 114.670 nel 2024, parzialmente compensato dallo stabilimento polacco di Gliwice. E per il territorio questo significa crisi, una delle più brutali degli ultimi decenni.
LO SCIOPERO.
A Roma saranno migliaia gli abruzzesi provenienti da tutte le province. Solo per Fim, Fiom e Uilm, che hanno organizzato lo sciopero, si contano almeno una decina di autobus per ciascuna organizzazione, ma in molti si muoveranno anche dal Molise, in treno e in auto.
Alla levata di scudi delle organizzazioni confederate non hanno risposto tuttavia Fismic, Uglm e Aqcfr che domani non saranno in piazza del Popolo per chiedere al governo di difendere l'occupazione e rilanciare il futuro dell'industria dell'auto in Italia. Fismic Confsal, Uglm e Aqcfr, infatti, hanno annunciato per lo stesso giorno un sit-in a Napoli, Torino, Potenza, Cassino, Atessa e Bari, accusando i colleghi degli altri sindacati di aver interrotto «un percorso unitario che durava da mesi».
In un volantino distribuito ieri ai cancelli dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d'Arco (Napoli), le segreterie territoriali di di questi tre sindacati hanno invitato i lavoratori al sit-in che si svolgerà in piazza Carità a Napoli, a cui seguirà la consegna al prefetto di Napoli di un documento contenente le loro proposte per far fronte alla crisi del settore da trasmettere al Governo. Ma torniamo al grande sciopero di domani.
I SINDACI In prima linea.
Gli operai chiamano, le fasce tricolore del territorio rispondono “presente”, consapevoli dell'implosione drammatica che un contraccolpo come questo del settore automotive può provocare sulle famiglie.
Da Atessa a Paglieta, i cui sindaci e rappresentanti saranno in prima linea alla manifestazione romana con il proprio gonfalone, sono tanti i primi cittadini che hanno sposato il grido di protesta e di allarme. E ieri 46 comuni hanno sottoscritto un documento in cui si sottolinea «l'urgenza di interventi da parte della Commissione Europea e del Governo italiano, nei confronti del settore automotive in Italia, con particolare attenzione verso Stellantis e le aziende della componentistica».
ECCO TUTTI I COMUNI.
Questi i comuni che condividono le ragioni dello sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm: Lanciano, Vasto, Atessa, Paglieta, Altino, Casoli, Pennadomo, Tollo, Frisa, Pizzoferrato, Fara San Martino, Monteferrante, Civitaluparella, Scerni, Villa Santa Maria, Archi, Cupello, Fossacesia, San Vito Chietino, Pietraferrazzana, Bomba, Rocca San Giovanni, Casalbordino, Lama dei Peligni, Roccascalegna, Fallo, Palena, Colledimacine, Perano, Gessopalena, Borrello, Poggiofiorito, Rosello, Pollutri, Mozzagrogna, Montelapiano, Colledimezzo, Montebello, Torricella Peligna, Orsogna, Sant’Eusanio del Sangro, Guilmi, Tornareccio, Casalanguida, Castel Frentano, Santa Maria Imbaro, Ari.
LE MOTIVAZIONI.
«Cambiamo marcia: acceleriamo verso un futuro più giusto». Questo lo slogan scelto dai sindacati. «La Commissione Europea - rimarcano Fim, Fiom e Ullm - deve stanziare tutte le risorse necessarie a sostenere e proteggere il settore. Deve imprimere più forza ai cambiamenti tecnologici, accompagnandoli con un piano di salvaguardia occupazionale, che non escluda il blocco dei licenziamenti, formazione, ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, riduzione dell’orario di lavoro. Il Governo deve concretizzare il confronto iniziato più di un anno fa al Mimit: attuare un piano strategico con Stellantis e con le aziende della componentistica. Il piano industriale di Stellantis deve prevedere missioni produttive sufficienti a saturare tutte le fabbriche, nonché investimenti negli enti di ricerca e più in generale negli enti centrali».
LE PARTENZE.
Come per un turno di lavoro moltissime tute blu di Abruzzo e Molise si muoveranno domani all'alba. Dalla provincia di Chieti i primi bus partono da San Salvo alle 5,15, poi da Vasto, Vasto nord, Lanciano e Chieti. Dalla provincia di Teramo bus da Roseto, Giulianova e Teramo e poi ancora da Pescara, Termoli, L'Aquila, Sulmona e Avezzano. L'appuntamento è in piazza Barberini alle 9,30 per dirigersi in corteo fino a piazza del Popolo.