Dall’agguato nel 2011 un’escalation di terrore

23 Agosto 2018

Macchine distrutte a colpi di mazza da baseball, donne aggredite in strada: un rione impossibile

PESCARA. Il primo agguato in via Caduti per Servizio risale all’autunno del 2011, quando i delinquenti iniziarono a prendere di mira il presidente dell’associazione “Insieme per Fontanelle” Nello Raspa.
Il primo atto è stato l’incendio della sua automobile, nella notte. Dopo qualche giorno è stata presa a martellate la porta della sua abitazione e, ancora, furono incendiati i citofoni di un palazzo di via Caduti per Servizio. Per rispondere all’escalation di violenze il quartiere scese in strada prima denunciando i malviventi e, dopo, organizzando una fiaccolata simbolica, alla quale prese parte anche l’allora sindaco Luigi Albore Mascia. La politica, allora, fece la sua parte: furono promossi gli sfratti degli abusivi dal Comune, le forze dell’ordine intensificarono i controlli istituendo un posto fisso della polizia municipale e, nel 2013, furono fatte installare 26 telecamere, per una spesa di circa 60mila euro.
A distanza di cinque anni da quel provvedimento, la mancanza di sicurezza è tornata a tormentare i cittadini di via Caduti per Servizio e, in special modo, gli associati di “Insieme per Fontanelle”. «Qualche anno fa ho raccolto un uomo, un nostro associato, in una pozza di sangue», sottolinea il consigliere regionale Domenico Pettinari (M5s) che, nella stagione degli attentati, era in prima linea nella battaglia per il ripristino della legalità come membro dell’associazione Codici, «sono cose che sono accadute e che accadono ancora. Un’altra volta dei malviventi distrussero la macchina di una donna con la mazza da baseball e, subito dopo, se la presero con lei, massacrandola di botte, calci e pugni. Un pestaggio che è proseguito poi all’ospedale. Oggi gli spacciatori sono tornati più di prima». (y.g.)
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