«Dalla lotta ai nazifascisti una lezione per i giovani»

Intervista alla presidente Boldrini: «Simbolo del riscatto di un’intera Nazione» E alle nuove generazioni: «Un esempio da seguire per vincere le sfide del futuro»
di Antonio Pitoni
PESCARA
La prima volta, li aveva ricevuti a Montecitorio nel maggio del 2014. Quando la presidente della Camera, Laura Boldrini, ospitò i reduci della Brigata Maiella in uno dei templi di quelle stesse istituzioni democratiche che la storica formazione abruzzese contribuì a costruire. Distinguendosi per eroismo durante la Resistenza al nazi-fascismo. «E in quell’occasione dovetti anche un po’ sgridarli», sorride la terza carica dello Stato ricordando l’occasione. «Per non aver dato il giusto risalto al ruolo che le donne svolsero in quegli anni difficili - spiega -. Come partigiane, staffette o rischiando la loro stessa vita per nascondere tanti giovani impegnati nella lotta per la liberazione». E ieri, la brigata partigiana è tornata alla Camera. «E’ stata una celebrazione dell’Abruzzo e del contributo offerto da questa terra alla causa della democrazia del Paese», ricorda la Boldrini.
. Presidente, com’è nata questa iniziativa?
«Circa un anno fa, proprio a seguito dell’incontro ospitato qui a Montecitorio con i partigiani della Brigata Maiella, il comune di Pescara ha deciso di conferirmi il Delfino d’Oro (l’onorificenza riservata alle personalità che si sono distinte nella promozione dell città, ndr). In quell’occasione mi parlarono dello spettacolo teatrale Banditen, messo in scena dalla Compagnia dei Guasconi, e nacque così l’idea di riproporlo alla Camera».
Insomma, un riconoscimento all’impegno e al sacrificio dell’Abruzzo nella guerra di Liberazione?
«Un riconoscimento ad una regione che visse in quegli anni una situazione difficile, ma che seppe reagire ai soprusi e alla sopraffazione di un regime spietato, contribuendo a riscattare la dignità di tutto il popolo italiano dall’onta del nazi-fascismo agli occhi dei nostri nuovi alleati e dell’intera comunità internazionale».
Grazie soprattutto all’eroismo della Brigata Maiella...
«L’unica la cui bandiera ad essere stata decorata con la medaglia d’oro al valore militare. Un riconoscimento che seppe guadagnarsi liberando dall’occupazione, l’Abruzzo e numerosi centri delle Marche e dell’Emilia Romagna. Il sacrificio degli uomini e delle donne che consegnarono alle future generazioni libertà e democrazia, è un lascito che va difeso come un pezzo fondamentale della storia del Paese».
Un lascito che, però, le giovani generazioni di oggi molto spesso ignorano del tutto.
«Proprio per questo, iniziative come quella di oggi (ieri, ndr) sono molto importanti. Per ricordare, soprattutto ai più giovani, da dove arriva la libertà di cui oggi godono. Rammentare il ruolo che i partigiani della Brigata Maiella hanno avuto nella storia italiana è non solo necessario, ma innanzitutto doveroso».
Come dire, trarre dal passato una lezione per il futuro?
«Per la mia generazione, quella degli anni Sessanta, la sfida da vincere fu quella della lotta al terrorismo. Per gli adolescenti di oggi le sfide sono altre. Dalla crisi economica che il Paese sta vivendo. Alla necessità di evitare che il progetto dell’Europa naufraghi. Favorendo quel processo di rinnovamento che ne faccia una casa comune più forte. Questa casa oggi è come se fosse terremotata, non è più stabile. Bisogna rafforzarla, cambiarne la struttura, perché quella attuale non rappresenta più ciò che serve a chi la abita».
La celebrazione della Brigata Maiella arriva peraltro proprio mentre il terremoto ha ripreso a far tremare anche l’Abruzzo...
«Domani (oggi, ndr), l’Aula di Montecitorio ospiterà 650 sindaci provenienti da tutta Italia per dare voce, a cominciare da quelli dei territori colpiti dal sisma, ai loro problemi e alle loro richieste. Dal 24 agosto in poi, io stessa mi sono più volte recata nei comuni feriti dal terremoto della mia regione, le Marche, e in quelli di altre zone del Paese per portare la solidarietà e assicurare l’impegno dello Stato».
Dopo il terremoto di L’Aquila del 2009, l’Abruzzo è di nuovo alle prese con migliaia di sfollati che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Ne parlerete nell’incontro con i sindaci?
«A tutte queste persone, alle quali va la mia solidarietà, rivolgo un affettuosissimo abbraccio. Ovviamente, il terremoto sarà uno dei temi trattati con la massima attenzione. Il 16 dicembre l’Aula di Montecitorio si riempirà di cittadini provenienti dalle regioni colpite dal sisma, che ho invitato ad assistere al tradizionale concerto di Natale. Quest’anno sarà dedicato al loro».
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