Dalla pagella agli scritti: Flaiano al Mediamuseum

20 Novembre 2019

Oggi, nel 1972, il giornalista e sceneggiatore pescarese moriva a Roma a 62 anni La struttura fondata da Edoardo Tiboni lo celebra con una visita gratuita guidata

PESCARA. Sono trascorsi 47 anni, oggi è l’anniversario, dalla scomparsa di Ennio Flaiano, scrittore, giornalista, sceneggiatore, umorista, critico cinematografico e drammaturgo. Un intellettuale a tutto tondo, omaggiato dalla sua Pescara, sin dal 1973, con i Premi internazionali a lui intitolati, voluti da Edoardo Tiboni, direttore per 35 anni della Rai abruzzese. Arriva proprio nell’anniversario della morte dell’illustre pescarese (20 novembre 1972), nato nella casa di corso Manthonè nel marzo 1910, la proposta da parte di Carla Tiboni, presidente della Fondazione, di «istituire un museo Flaiano all’interno del Mediamuseum».
L’appello è rivolto a Regione o Comune, affinché «il museo della modernità di Pescara, incentrato sul cinema, che accoglie visitatori da tutte le parti del mondo, possa diventare anche un museo dedicato a Flaiano. Sarebbe un progetto per valorizzare questa figura eccellente, ma anche per riqualificare un’area di pregio di Pescara, creando una concentrazione culturale». Il riferimento è alla zona storica della città nella quale si trovano il teatro Michetti, la casa natale di D’Annunzio e quella di Flaiano, il museo delle Genti e piazza Emilio Alessandrini. «Credo che uno sforzo importante potrebbe essere fatto per creare un museo dedicato a Flaiano, alla sua opera e all’attività cinematografica. Le porte del Mediamuseum sono aperte all’amministrazione comunale o regionale affinché investano sulla struttura». E oggi, l’omaggio della fondazione Tiboni e dell’associazione Ennio Flaiano, in questo 47° anniversario è duplice. Questa mattina c’è una visita guidata, gratuita, dalle 10 alle 12,30, degli spazi dedicati a Flaiano all'interno del Mediamuseum. Al primo piano, vi è una sala biografica, dove è possibile osservare foto e documenti, tra i quali il certificato di nascita, ma anche la pagella dell’anno scolastico 1926-1927 all’istituto tecnico statale commerciale, geometri e per il turismo. Tra i voti saltano all’occhio i cinque e i sei in lettere, allo scritto e all’orale, nei tre trimestri.
Vi sono poi le sale incentrate su letteratura, cinema e Tv, tra carteggi, articoli di giornale, locandine. Infine il corridoio centrale è un viaggio nella storia dei Premi internazionali, tra i ritratti di alcuni dei grandissimi nomi del cinema, della Tv e della letteratura portati a Pescara da Tiboni nel nome di Flaiano.
«Abbiamo pensato di promuovere una visita guidata nel Mediamuseum, dove sono conservati gli scritti e le lettere autografe, per mostrare un Flaiano diverso», ha spiegato Tiboni «ovvero il fine intellettuale che ha partecipato attivamente alla vita culturale del suo tempo». Con l’apertura straordinaria di questa mattina, la fondazione esce dalla consueta cerimonia di deposizione della corona di fronte la casa di corso Manthonè o la proiezione di uno dei film del genio pescarese, per «far conoscere a 360 gradi Flaiano e non solo quello che vediamo d’estate con i Premi». Un progetto che proseguirà anche nei prossimi giorni. Dal 25 al 30 novembre, nelle mattinate Fai d’inverno, saranno gli studenti, «apprendisti Ciceroni» del liceo classico d'Annunzio e della scuola Antonelli, a raccontare Flaiano conducendo le visite guidate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA