Dallo spot con Pippo Baudo alle diffide: quando il conduttore entrò in lite con l’azienda

3 Novembre 2016

Prima passeggia sulle rive della Sponga esaltando le proprietà della Santa Croce e poi si finge maitre di sala in un ristorante per consigliare a una coppia di clienti, al posto di un buon vino, dell’...

Prima passeggia sulle rive della Sponga esaltando le proprietà della Santa Croce e poi si finge maitre di sala in un ristorante per consigliare a una coppia di clienti, al posto di un buon vino, dell’acqua speciale. Il boom della Santa Croce per molti è legato proprio al volto di Pippo Baudo (nella foto).

Fu lui che, chiamato dalla famiglia Faroni all’epoca titolare dello stabilimento di Canistro, fece conoscere in tutta Italia questa pregiata acqua minerale. Consigliando semplicemente nel suo spot di «leggere sempre l’etichetta» per rendersi conto di cosa si beveva. La pubblicità, costata 4 miliardi di vecchie lire, divenne un vero e proprio tormentone, con ripetuti passaggi televisivi e radiofonici su tv ed emittenti nazionali. Nei supermercati la Santa Croce cominciò ad andare a ruba mentre il via vai dei tir da Canistro sembrava inarrestabile. Nell’accordo stilato tra il presentatore siciliano e il gruppo che gestiva lo stabilimento rovetano non riguardava solo gli spot, ma anche l’utilizzo dell’immagine che lo ritraeva con la Santa Croce in mano per la pubblicità cartacea e i cellophane usati per il confezionamento delle bottiglie. Ma la popolarità che Baudo assicurò all’acqua minerale di Canistro sbiadì ben presto tra le polemiche che segnarono il rapporto di sponsorizzazione. Il pagamento del compenso pattuito per il noto presentatore tardava ad arrivare e tra le parti calò il gelo assoluto. Quando Baudo diffidò formalmente l’azienda, rea a suo avviso di utilizzare la sua immagine oltre la data prevista dall’accordo stipulato. Dalla Santa Croce si giustificarono precisando che erano stati stampati più cellophane per incartare l’acqua del previsto e per questo era stato utilizzato per qualche mese in più il volto di Baudo.

Ma la vicenda procurò qualche guaio anche al conduttore di Domenica che, proprio a causa di quello spot, nel 2008 venne sospeso dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia dove era iscritto da 40 anni.

Eleonora Berardinetti