Damiani fornisce copia delle analisi
«Gentile presidente, come già annunciato con telegramma e per le vie brevi alla segreteria della commissione, spiace comunicare l’impossibilità di essere presente all’audizione prevista in data...
«Gentile presidente, come già annunciato con telegramma e per le vie brevi alla segreteria della commissione, spiace comunicare l’impossibilità di essere presente all’audizione prevista in data odierna perché impegnato a Pescara a fornire all’autorità giudiziaria copia della documentazione relativa al medesimo argomento oggi in discussione». Ecco la mail con cui, ieri mattina, il direttore tecnico dell’Arta Giovanni Damiani ha declinato l’invito del presidente della commissione Mauro Febbo a partecipare alla seduta per parlare dell’inquinamento del mare di Pescara. Con quella breve nota Damiani ha di fatto rivelato il blitz, effettuato molto probabilmente dalla polizia marittima, dipartimento della guardia costiera, per acquisire copia delle analisi del mare di Pescara, da aprile fino ad oggi. Secondo alcune fonti, mercoledì scorso ci sarebbe stata anche la visita di alcuni uomini del Corpo forestale dello Stato. Ma Damiani, contattato telefonicamente, non ha voluto dire nulla. «C’è un’istruttoria in corso, non posso parlare», ha affermato. I risultati delle analisi, comunque, sono la prova inconfutabile dell’inquinamento presente nei giorni successivi allo sversamento in mare di un’enorme quantità di liquami in mare ossia a fine luglio. Il primo agosto, all’altezza di via Balilla, sono risultati valori dei colibatteri quattro volte superiori al limite massimo.

