Danni del sisma, scuole chiuse altri 2 giorni

Niente lezioni al Marconi di Penne, allo Spaventa di Città Sant’Angelo, all’Itas di Alanno e a Popoli
PENNE. Altri due giorni di riposo forzato post sisma, oggi e domani, per gli studenti dell’Itas, l’istituto omnicomprensivo di Alanno e Cepagatti; dell’istituto omnicomprensivo Spaventa di Città Sant’Angelo, dell’istituto tecnico Marconi di Penne e dell’Isis “Di Savoia” nelle due sedi di Popoli e Torre de’ Passeri. Lo ha chiesto e ottenuto (ai sindaci, al provveditore regionale, al dirigente dell’ufficio scolastico provinciale e ai dirigenti scolastici) il dirigente dell’Edilizia scolastica della Provincia, l’ingegner Paolo D’Incecco, ieri sera, alla fine di una giornata di sopralluoghi che ha visto impegnati dieci tecnici della Provincia e altrettanti ingegneri strutturisti dell’Ordine nel completamento delle verifiche (dopo l’ultima scossa di terremoto di domenica) su tutti gli edifici scolastici di competenza della Provincia.
E se hanno “passato il turno”, dopo la chiusura di ieri, le scuole superiori di Pescara (il conservatorio Luisa D’Annunzio, il liceo statale Marconi, l’istituto tecnico commerciale e per geometri Aterno-Mathonè, l’alberghiero De Cecco, lo scientifico Galilei) e l’istituto superiore di Penne che comprende i licei Mario de’ Fiori e Luca da Penne, si sono invece evidenziati problemi in alcune aule degli altri.
«Si tratta di piccoli distaccamenti di tramezzature interne», spiega l’ingegner D’Incecco, «nulla a che fare con la struttura portante degli edifici, anche se», precisa, «in caso di sisma potrebbero venire giù dei calcinacci e creare qualche danno».
Facendo un calcolo sommario, si tratta di una media di due tre aule danneggiate per ogni edificio, a parte il Marconi di Penne dove i danni sono nel corridoio principale della scuola su cui insistono cinque aule. Complessivamente una dozzina di locali su cui intervenire.
«Le chiusure in via precauzionale», spiega ancora D’Incecco, «sono necessarie per definire con le varie dirigenze scolastiche come organizzare la logistica degli istituti dove si dovrà rinunciare alle aule danneggiate e da risistemare».
(s.d.l.)
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