Danni sismici, in Senato i sindaci dell’area vestina

I primi cittadini di Penne, Civitella Casanova e Catignano in rappresentanza dei Comuni rimasti fuori dal cratere
PENNE. I sindaci di Penne, Civitella Casanova e Catignano sono stati convocati a Roma dal presidente della commissione speciale per l’esame degli atti urgenti del Governo (Senato della Repubblica), Vito Claudio Crimi. Alle 15 i rappresentanti dei tre comuni vestini si sono ritrovati a Palazzo Madama per essere ascoltati in rappresentanza dei comuni rimasti fuori dal cratere 2016 e 2017. La commissione infatti esaminerà giovedì gli emendamenti presentati nelle more della conversione in legge del decreto 55/2018 che prevede ulteriori misure urgenti per gli eventi sismici 2016 e 2017.
«Ho avanzato un’istanza ai gruppi parlamentari», ha detto il sindaco di Penne Mario Semproni, «affinché siano assegnati maggiori fondi per la ricostruzione delle scuole danneggiate del terremoto, incentivi per le attività commerciali che operano nel centro storico e per la salvaguardia dei presidi ospedalieri dei Comuni interessati dal sisma 2016 e 2017, e che, a seguito di precedenti valutazioni di natura burocratica, sono stati collocati fuori dal cratere sismico».
Il sindaco di Penne nel corso dell’audizione ha sottolineato anche come il suo ente stia ancora aspettando la terza tranche dei fondi, 329mila euro, destinati a coprire le spese sostenute durante l’emergenza Rigopiano. Complessivamente a Penne, a seguito degli eventi sismici di agosto e ottobre del 2016, e del 18 gennaio 2017, sono state sgomberate 150 abitazioni. Ben 731 le richieste di controllo e sopralluogo in abitazioni pervenute all’ufficio tecnico comunale pennese. Tanti gli edifici pubblici, le chiese e le scuole lesionate. Con il terremoto del 18 gennaio 2017 c’è stato anche il crollo parziale del tetto dell’istituto tecnico Guglielmo Marconi, ancora oggi inagibile. Gli sgomberi delle abitazioni sono stati circa 150.
Il senatore Nazario Pagano ha presentato un emendamento per inserire Penne nel cratere e bloccare il declassamento del San Massimo. Anche a Civitella Casanova la situazione non è delle più semplici. Lo sciame sismico del 2016/2017 ha provocato l’inagibilità di 50 edifici privati, di due chiese e di tre edifici pubblici. Sei famiglie sono state sistemate nei moduli abitativi provvisori (Map), mente 15 nuclei familiari hanno usufruito del contributo autonoma sistemazione (Cas) e hanno trovato sistemazione in affitto o in albergo.
Se a questi numeri si aggiungono quelli relativi al terremoto 2009, più le 39 abitazioni andate distrutte dopo la frana di Valle del Giardino del 2015, ecco che la situazione di Civitella si fa ben più grave.
«Le tante abitazioni inagibili», ha spiegato il sindaco Marco D’Andrea, «sono un problema anche economico, oltre che sociale, per la nostra piccola comunità. Per un Comune di 1800 abitanti avere così tante abitazioni per le quali non si pagano tasse rende ancora più drammatica la situazione. In questo modo è davvero difficile poter andare avanti».
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