«Danno d’immagine al Comune» Dipendente condannato a pagare

17 Novembre 2022

Chiese soldi per agevolare permessi edilizi, ora il funzionario dovrà risarcire l’ente con 20mila euro Il sindaco Russo: «Le sentenze vanno rispettate, bisogna far crescere il rispetto per le istituzioni»

FRANCAVILLA . La Corte dei Conti ha rigettato l’appello proposto da Cesare Lino Mascioli, condannando il dipendente del Comune di Francavilla al pagamento della somma di 20mila euro in favore dell’ente come risarcimento del danno d’immagine. La pronuncia, arrivata lo scorso 23 ottobre, fa riferimento a una vecchia questione risalente agli anni 2006 e 2007, quando secondo i giudici Mascioli, allora responsabile del Suap (Sportello unico per le attività produttive) del Comune aveva chiesto a un imprenditore le somme di 20mila euro più ulteriori 10mila euro, oltre ad un appartamento a prezzo scontato per agevolare il rilascio di alcuni permessi edilizi per realizzare appartamenti e un centro direzionale. Per tale motivo Mascioli, oggi ancora alle dipendenze del Comune di Francavilla anche se spostato all’interno del terzo settore che cura le attività tecniche e ambientali, è stato condannato nel 2016 in via definitiva dalla Corte di Cassazione alla pena di 2 anni e sei mesi di reclusione, oltre al risarcimento del danno d’immagine in favore dell’ente, confermando di fatto la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila, che aveva ridotto la condanna iniziale del Tribunale di Chieti.
In prima istanza infatti, per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, il dipendente era stato condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione, sentenza come detto poi riformata.
Adesso, a distanza di oltre 15 anni dall’accaduto, è arrivata la pronuncia della Corte dei Conti, che dopo aver rigettato l'appello promosso da Mascioli, assistito dall’avvocato Leo Brocchi, lo ha condannato a risarcire il Comune attraverso il versamento della somma di 20mila euro, per il danno d’immagine che ha arrecato all’ente attraverso il suo comportamento.
Nella vicenda furono coivolti anche l’ex consigliere comunale Giuseppe Casoraro e l’ex dirigente del settore Urbanistica Paola Chiola. Tutti e tre si sono sempre proclamati innocenti, tanto che lo stesso Mascioli definì la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Chieti «spropositata, considerando che le indagini non forniscono prove».
Sulla vicenda arriva anche una riflessione da parte dell’attuale sindaco di Francavilla Luisa Russo: «Preferisco non avventurarmi in grandi commenti anche perché all’epoca dei fatti ero ancora molto lontana dal mondo della politica e dalla vita amministrativa», dice l’attuale primo cittadino. «Quello che posso dire è che le sentenze vanno rispettate ed eventualmente impugnante nelle sedi opportune. L’azione della Corte dei Conti credo rappresenti un atto d’ufficio avvenuto a seguito della condanna penale del dipendente». Poi Russo aggiunge: «In ogni caso, la sentenza di condanna per un danno d’immagine subito dall’ente rappresenta un segnale utile a ribadire la necessità del rispetto delle regole e delle istituzioni, così da far crescere la cultura del valore e del rispetto della cosa pubblica», chiosa il sindaco di Francavilla.
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