Dario il senzatetto è tornato alla stazione a chiedere l’elemosina

7 Settembre 2018

Montesilvano, l’uomo si era licenziato e non trova lavoro  L’Azienda speciale: pronti ad aiutarlo, ma non è più venuto

MONTESILVANO. Era la metà di luglio quando la sua foto, seduto alla stazione di Montesilvano mentre faceva l’elemosina, ha fatto il giro del web diventando virale.
Eppure oggi, a distanza di quasi due mesi lui è ancora lì, seduto sul gradino che porta ai binari in cerca di un aiuto. Una storia triste e complessa quella che vede protagonista Dario Di Fonzo, 57enne disoccupato di Spoltore ma residente a Montesilvano, che a causa di una serie di scelte sbagliate si è ritrovato senza un tetto e senza lavoro. A immortalarlo durante l’estate era stata una passante che aveva poi pubblicato un post su Facebook in cui si diceva indignata che il Comune non facesse nulla per aiutarlo. Il messaggio in pochi giorni era diventato virale raggiungendo oltre 17.300 condivisioni, e gettando fango sull’amministrazione che, al contrario, ha sempre dichiarato di aver fatto tutto il possibile per aiutarlo. Lo stesso disoccupato aveva dichiarato che in effetti il Comune si era attivato per far fronte ai problemi generati da una scelta sbagliata: licenziarsi dalla fabbrica in cui lavorava da 39 anni per non pagare più gli alimenti alla moglie e il mutuo. Per venire incontro a Di Fonzo, il Comune aveva anche deciso di ospitare per una settimana l’uomo in hotel, per poi consentirgli di soggiornare nel dormitorio dedicato alle persone indigenti, così come gli era stata fornita la tessera per usufruire della mensa dei poveri.
Dopo la prima settimana, però, il disoccupato aveva rinunciato alla mensa e al dormitorio e di lui non si era saputo più nulla. Storia a lieto fine? Tutt’altro, dal momento che negli ultimi giorni Di Fonzo, con il suo zaino e una coperta, è tornato a sedere sulle scale della stazione, con il solito cartello in cui chiede aiuto ai passanti. «Non è cambiato nulla, non mi hanno aiutato a trovare un lavoro», dichiara oggi il disoccupato in lacrime. «Sono stato un po’ in hotel ma ora dormo nuovamente fuori dalla stazione». Da qualche giorno, infatti, la stazione di Montesilvano ha deciso di chiudere nelle ore notturne la sala d’attesa. «Per ora dormo fuori, ma fra poco inizierà a fare freddo». Dagli uffici del Comune e dell’Azienda Speciale emerge una realtà diversa. Stando a chi ha seguito direttamente la sua storia, infatti, l’uomo non avrebbe mai consegnato il modello Isee che gli era stato chiesto per attivare per lui un percorso di assistenza e di reinserimento nel mondo lavorativo. Così come trapela che nelle scorse settimane un fratello è stato in Comune per aiutare Dario, ma nonostante la disponibilità dell’Azienda non ha mai portato i documenti richiesti.