Daspo urbano, nel mirino anche le “lucciole”

La polizia locale applica le prime misure di allontanamento dalla città previste dal ministero dell’Interno. A novembre, multe per 9mila e 500 euro ai “clienti”
MONTESILVANO. Primi ordini di allontanamento nei confronti delle persone dedite all’attività di meretricio, mentre s’intensifica il controllo e la repressione contro la prostituzione e, in generale, per combattere il degrado urbano in città. Una pattuglia della polizia locale, coordinata dal tenente Nino Carletti, nella notte tra mercoledì e giovedì, ha applicato la norma prevista dalle disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città (Daspo urbano), un decreto diventato ormai legge dello Stato.
Francesco Maragno, nel ringraziare gli agenti della polizia municipale, si dice soddisfatto per l’applicazione del provvedimento voluto dal ministero dell’Interno, recepito con sollecitudine nel regolamento di polizia urbana. «È un’occasione» spiega il sindaco, «per ristabilire un presidio in grado di promuovere il rispetto della legalità e una prevenzione dei fenomeni di criminalità. Il tutto a favore del vivere civile e sicuro, che ritengo un dovere dell’amministrazione assicurare e un diritto di ogni cittadino auspicare».
Porre un argine al fenomeno della prostituzione in città è una priorità indicata sin dall’insediamento della amministrazione comunale di centrodestra, utilizzando ogni strumento previsto dalla legge. Dall’applicazione di sanzioni nei confronti dei clienti delle “lucciole” alle convenzioni stipulate con associazioni anti-tratta. Tutto è stato sperimentato, con il preciso intento di distogliere, quante più giovani donne possibile, dall’attività di meretricio.
«Questo ulteriore strumento a disposizione degli enti locali» prosegue Maragno «è una modalità concreta, che mira a scoraggiare fenomeni criminosi declinati nelle diverse manifestazioni nella nostra città. Mi auguro, così come previsto nella norma, che si avvii anche un virtuoso scambio informativo tra la polizia locale e le forze di polizia presenti sul territorio. La condivisioni di notizie, come pure l’istituzione di accordi integrati per promuovere la sicurezza, sono un modo per contrastare con determinazione chi è intenzionato a delinquere».
Continua intanto l’attività ordinaria che punta a scoraggiare anche chi cerca di ingaggiare le ragazze lungo le strade della città. A novembre, sempre la polizia locale, ha sanzionato clienti e prostitute per un ammontare di oltre 9mila 500 euro. Supera così i 53mila euro l’importo complessivo delle sanzioni contestate sin dall’inizio dell’anno. Il divieto assoluto, previsto su tutto il perimetro urbano, riguarda tutti i conducenti o gli occupanti dei mezzi di trasporto che percorrono strade in prossimità di abitazioni, luoghi pubblici o demaniali o aperti al pubblico. È dunque vietato contrattare, concordare prestazioni sessuali o trattenersi, anche solo per chiedere informazioni a soggetti che esercitano attività di meretricio lungo la strada o che per l’atteggiamento, l’abbigliamento, le modalità comportamentali, ne manifestino l’intenzione. La sanzione prevista ammonta a 450 euro per i clienti. Alle prostitute, invece, si applica la multa di 309 euro. «Il contrasto alla prostituzione» ribadisce l’assessore alla polizia locale, Valter Cozzi, «resta una priorità tra i compiti assegnati ai vigili urbani. Gli agenti sono costantemente impegnati nel controllo del territorio, con l’obiettivo di scoraggiare innazitutto i clienti e tutti coloro che, purtroppo, alimentano un mercato fatto di schiavitù e sfruttamento».
Alla fase repressiva, si affianca l’attività di sensibilizzazione e informazione, condotta dalla comunità Papa Giovanni XXIII, che affianca le ragazze vittime della tratta dando loro un sostegno spirituale e materiale. «È un sostegno prezioso» riprende Cozzi, «soprattutto nel momento in cui queste donne, spesso molto giovani, trovano la forza di abbandonare la condizione di sfruttamento e di ricostruirsi una vita». Nei primi sei mesi del 2017, secondo il report dell’associazione, ci sono stati i 250 contatti totali con donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni. (a.s.)
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