«Davo frutta e verdura per avere le dosi»

27 Ottobre 2022

Le carte dell’indagine svelano il baratto come metodo di pagamento per saldare gli acquisti

PESCARA. Frutta e verdura in cambio di marijuana. L’inchiesta dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Penne ha svelato anche insolite modalità di pagamento della droga. O meglio: un vero e proprio baratto. A confessarlo, davanti agli investigatori, è stato uno dei clienti, un 24enne che vive nell’area vestina e di mestiere fa il venditore ambulante.
IL RACCONTO
«Faccio uso sporadico di marijuana da molti anni», ha detto in caserma il giovane, convocato dai militari dell’Arma e preso a verbale, “a sommarie informazioni testimoniali”, dunque obbligato a dire la verità, pena una denuncia. «Ho iniziato a fumarla nei primi anni in cui frequentavo le superiori. Mi è capitato di assaggiare anche della cocaina, ma è stata una cosa episodica, in discoteca, in mezzo alla confusione». E ancora: «Compro la marijuana da un mio amico, solitamente circa un grammo per volta, con una frequenza media di una o due volte al mese. Di solito ci incontriamo vicino al municipio di Montebello di Bertona. Generalmente non mi chiede i soldi, perché sono un venditore ambulante di frutta e verdura: io non gli faccio pagare la spesa, solitamente una decina di euro, e lui non mi fa pagare la marijuana».
LA COPPIA DI PUSHER
Il maggior numero di episodi di spaccio è contestato a una coppia che spacciava a Cugnoli, il paese in cui viveva prima di trasferirsi a San Valentino. I carabinieri hanno raccolto ben diciotto testimonianze che inguaiano entrambi. Scrivono gli investigatori: «È stato accertato che la coppia ha venduto sistematicamente, per circa quattro anni (2017-2021), cocaina e qualche volta marijuana e hashish, anche a minorenni. Entrambi hanno continuato a spacciare anche dopo il mese di agosto 2020, quando venivano trovati in possesso di circa 16 grammi di cocaina dai carabinieri di Alanno, che arrestavano in flagranza di reato il marito e denunciavano in stato di libertà la moglie, poiché si trovava all’ottavo mese di gravidanza». E gli affari illeciti, annotano i carabinieri, sono continuati anche quando entrambi erano sottoposti alla misura di prevenzione dell’avviso orale. (g.let.)
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