De Juliis, la sfida a 83 anni: noi più forti dell’incendio
L’oleificio di Pianella, distrutto da un rogo a gennaio, è rinato in meno di un anno «Siamo andati avanti con 300mila euro di danni: ora la ditta è il nostro orgoglio»
PIANELLA. «Papà, all’età di 83 anni, ha avuto il coraggio e la forza di non fermarsi. Ci ha incoraggiato ad andare avanti anche se della nostra attività non era rimasto niente: neanche un tappo, un’etichetta, una bottiglia. Tutto distrutto dall’incendio. Poi, ai nostri clienti, papà proprio non ci riusciva a dire che la nostra azienda non sarebbe più esistita». È passato meno di un anno da quella notte in cui il fuoco ha annientato l’oleificio De Juliis in contrada Nardangelo a Pianella: adesso, quel rogo che resta ancora senza un perché è solo un ricordo per Timando De Juliis che, nel 1988, ha deciso di investire i sacrifici di una vita nella sua passione. De Juliis ha una tempra forte come quella degli ulivi secolari e quella foto in posa, accanto alle bottiglie con l’olio nuovo, è un segno di riscossa: «Quando è successo l’incendio, papà non stava bene», racconta la figlia Annamaria, «e invece ha superato sia i postumi della malattia che il dramma del rogo. È un uomo con tanta forza: se siamo tornati a lavorare a pieno ritmo, è soprattutto merito suo».
Rialzarsi nonostante 300 mila euro di danni non coperti dall’assicurazione: «Io e mia sorella Mirella, all’inizio, non ci credevamo tanto, ma papà ha tenuto duro. Non è stato facile, ma, adesso, guardare l’oleificio è una grande soddisfazione per noi: è il nostro orgoglio. Un passo alla volta: nei primi giorni di riapertura, abbiamo ricominciato a imbottigliare l’olio a mano con l’imbuto. Poi, l’oleificio con la modernizzazione della struttura e degli impianti e grazie alla presenza di personale motivato, continua a portare avanti un processo di miglioramento della lavorazione delle olive tale da aumentare la qualità dell’olio». E mentre si parla tanto di truffe dell’olio, la famiglia di Pianella può vantarsi dei suoi prodotti, dall’olio extravergine a quello biologico fino e ai prodotti aromatizzati al limone, peperoncino e tartufo: «Siamo stati tra i primi in Italia ad avere il marchio dop», dice De Juiliis, «e tutte le nostre analisi rivelano una qualità ancora migliore di quello che c’è scritto sulle bottiglie. E poi dal 1998 il nostro olio è in vendita anche sugli scaffali dell’Esselunga».
Nella notte tra il 14 e 15 gennaio scorso si è scatenato l’inferno e la storia di una piccola impresa familiare sembrava finita: «Mio padre, che abitava accanto alla ditta, si è salvato per miracolo». L’indagine sulle cause del rogo è ancora aperta: l’ipotesi più accreditata resta quella di un corto circuito, forse nel sottotetto di un locale all’epoca adibito a imbottigliamento dell’olio: «Ma non si è ancora capito da dove sia partito il fuoco», dice Annamaria, «era tutto distrutto e anche i vigili del fuoco non hanno saputo dare risposte certe».
Da quel giorno, è cominciata la ripresa: «Abbiamo ricevuto solidarietà dai coltivatori e dai nostri clienti. E un gesto concreto: la nostra tipografia di fiducia, Dany di Rimini, ci ha regalato le prime 5 mila etichette per ripartire: un dono che ci ha commosso». E l’attività è ripresa davvero: «Vedere la ditta piena di bancali e bottiglie è uno spettacolo. Adesso, faremo anche un albero di Natale con le bottiglie d’olio».
Domenica, in occasione di Frantoi aperti, l’oleificio De Juliis si aprirà ai visitatori: «Alle 15,30 l’esperto Luciano Brancone terrà un mini corso sulla degustazione dell’olio così si imparerà a capire quali sono davvero i prodotti di qualità. E quest’anno», assicura Annamaria, «la qualità è ottima: un’annata eccezionale. Madre natura si è voluta far perdonare per quello che ci è successo a gennaio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

