De Sanctis: «Così condannano l’area a restare discarica»

19 Ottobre 2017

PESCARA. «Il territorio della Valpescara non può diventare per i prossimi decenni la sede permanente di materiali contaminati, quasi fosse una discarica. La messa in sicurezza permanente non deve...

PESCARA. «Il territorio della Valpescara non può diventare per i prossimi decenni la sede permanente di materiali contaminati, quasi fosse una discarica. La messa in sicurezza permanente non deve interessare vaste aree in contesti fortemente urbanizzati, a Bolognano praticamente in mezzo alle case». E’ immediata la reazione di Augusto De Sanctis (foto) del Forum H2o. «Tra l'altro», continua l’ambientalista, «la norma prevede che in questa forma di intervento di messa in sicurezza il materiale contaminato sia completamente isolato da tutte le matrici ambientali mentre qui si copre con un telo il terreno e basta. Anche a Piano d’Orta, come a Bussi, vogliono continuare ad agire a valle per decontaminare le acque, quando invece bisogna eliminare la fonte da cui proviene l'inquinamento. Piano d'Orta si presterebbe, tra l'altro, ad un progetto di sviluppo con archeologia industriale per la presenza di manufatti di valore per la storia della Valpescara come la torre di Glover, che sembra uscita da un quadro di Escher», dice De Sanctis, « un intervento del genere lo vanificherebbe. In ogni caso preoccupa la presenza di pericolosi contaminanti anche nell'area limitrofa a quella studiata, rimasta misteriosamente fuori dal sito di bonifica nel 2008, nonostante vi si trovassero nel passato impianti dello stabilimento. Un errore madornale», conclude, «di cui ci siamo accorti noi attivisti qualche mese fa. Ma questo piano nulla dice sulle aree più vicine alle case». (l.c.)