De Vincentiis: «Non mi dimetto» Il rimpasto in giunta si complica

Il presidente del consiglio comunale rimette in discussione l’accordo tra sindaco e Fratelli d’Italia «È un ruolo guadagnato con fatica e che non cederò a cuor leggero. Mi va data un’alternativa»
MONTESILVANO. «Io per ora non ho alcuna intenzione di dimettermi». Con queste parole il presidente del consiglio comunale di Montesilvano, Ernesto De Vincentiis, sembra rimettere tutto in discussione sulla quadra che sarebbe stata trovata nei giorni scorsi tra il sindaco Ottavio De Martinis e il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia.
Dopo mesi di tensioni, attriti e ultimatum, sfociate la scorsa settimana nella disertazione della commissione bilancio e nella minaccia di non sedere neanche in assemblea in occasione della discussione del rendiconto di gestione 2020, la pace sembrava essere tornata tra il partito della Meloni e il primo cittadino. A sorpresa, infatti, giovedì mattina i consiglieri FdI non solo hanno preso diligentemente posto sui loro scranni della sala consiliare, ma hanno anche votato favorevolmente la delibera presentata dalla giunta.
All’origine del cambio di strategia, un’unica possibilità: l’accordo sul rimpasto è finalmente arrivato. Ma la strada non sembra essere così in discesa per De Martinis e la sua maggioranza.
Voci sempre più insistenti garantiscono che la trattativa sia stata chiusa con una proposta - fatta dal sindaco e dalla Lega e accolta dal gruppo e dal coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia - che prevede per il partito tre posizioni, ossia due assessorati (per un uomo e una donna) e lo scranno del presidente del consiglio comunale per un terzo componente di sesso maschile. Ed è proprio qui, però, che entra in gioco l’attuale presidente eletto in quota Lega, Ernesto De Vincentiis.
Contrariamente a quanto accade per gli assessori, che possono essere estromessi dalla giunta, infatti, in questo caso deve essere proprio il consigliere a rinunciare al suo ruolo a capo dell’assemblea comunale.
«La decisione spetta a me e io finora non ho intenzione di dimettermi per andare in soccorso di qualcuno o per lasciare il mio posto a qualcun altro», commenta De Vincentiis con fermezza. «È un ruolo che ho guadagnato con fatica sul campo e che non cederò a cuor leggero». L’ago della bilancia attualmente sembra essere proprio l’esponente della Lega che, tuttavia, confessa di non aver preso parte, finora, a nessuna riunione.
«Fino a questo momento non sono mai stato coinvolto. Nessuno mi ha mai chiesto di dimettermi, né tantomeno ho preso parte ad alcun tavolo», prosegue. «Sicuramente la mia volontà non è quella di mandare a casa l’amministrazione per cui, se questo sacrificio dovesse essere necessario per scongiurare crisi di maggioranza ben più gravi, allora sono disposto a qualsiasi dialogo e trattativa. Sia ben chiaro, non chiedo un posto in giunta, perché non è mio interesse entrare a far parte dell’esecutivo in questo momento. Ma ritengo che, se dovessero chiedermi di fare un passo indietro, a me vada data un’alternativa. A quel punto valuterò con attenzione e senso di responsabilità e farò la mia scelta. Perché ripeto», conclude De Vincentiis, «è una scelta che spetta solo ed esclusivamente a me».
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