Dear Jack, la band vola verso Sanremo «Il palco ci esalta»

29 Ottobre 2014

PESCARA. Il nome della band lo hanno scelto prendendo spunto dal protagonista del celebre film di animazione “Nightmare Before Christmas” di Tim Burton: Jack Skeletron. Quella dei Dear Jack è un’avven...

PESCARA. Il nome della band lo hanno scelto prendendo spunto dal protagonista del celebre film di animazione “Nightmare Before Christmas” di Tim Burton: Jack Skeletron. Quella dei Dear Jack è un’avventura che dura dal 2012 e che è diventata una bellissima favola con la partecipazione all’edizione 2013/2014 del talent show targato Mediaset “Amici di Maria De Flippi”, conquistano il secondo posto e il premio della critica Fanta. Da allora la loro carriera è tutta in ascesa. A luglio aprono i concerti dei Modà negli stadi, all’Olimpico di Roma e al San Siro di Milano. Il loro album d’esordio, “Domani è un altro film - prima parte” domina le classifiche italiane e diventa l’album più venduto in Italia nei primi sei mesi del 2014, pur essendo uscito soltanto a maggio. Conquistano il doppio disco di platino. I videoclip dei primi tre singoli superano i 12 milioni di visualizzazioni su Youtube. La band viene premiata come Radio Artist al premio Cuffie d’Oro 2014 e interpreta “Breezin’out the door”, la sigla di apertura della fiction Rai “Che Dio ci aiuti 3”.

I cinque componenti del gruppo, Alessio Bernabei, Francesco Pierozzi, Lorenzo Cantarini, Alessandro Presti e Riccardo Ruiu sono ora impegnati in una intensa tournée in tutta Italia che li porterà anche al Pala Giovanni Paolo II di Pescara, l’8 novembre. Tra di loro c’è anche il pescarese Riccardo Ruiu, batterista. Il Centro lo ha intervistato.

Com’è entrato a far parte del gruppo?

«Un po’ per caso. Alessio e Francesco avevano deciso di cambiare alcuni componenti del gruppo in vista delle selezioni per “Amici”. Lorenzo, che avevo conosciuto in una scuola di musica a Roma, mi chiamò e mi disse che i Dear Jack erano in cerca di nuovi componenti per i provini al programma. Inizialmente rifiutai, avevo un gruppo metal con cui mi trovavo bene e stavo realizzando delle cose. Fu mio padre a convincermi ad accettare».

Che ricordo avete della vostra partecipazione al talent?

«Ricordi bellissimi. “Amici” è stata una scuola di vita. Sono cresciuto tanto, sia a livello artistico che a livello umano. Suonare ogni settimana di fronte a milioni di persone ti forma. E ora quando andiamo a suonare nei palazzetti il risultato di quell’esperienza si vede. Alla fine del primo pezzo del tour ci sentivamo già padroni del palco. Anche i giornalisti che sono venuti a vederci ci hanno riconosciuto questa sicurezza».

Suonerà a Pescara, la sua città. Come la vive?

«Sono emozionato, ma l’emozione c’è sempre. A Pescara sarà più forte perché è la città che mi ha visto crescere e suonare da quando avevo 6 anni. È come se venissi a fare una sorta di “saggio di fine anno”, nel senso che tutti verranno a vedere cosa fa oggi Riccardo è per me è veramente un onore. Il tour è anche una prima verifica per noi. Un battesimo ma anche una prova e questo ci mette carica positiva».

Il vostro album d’esordio ha conquistato il doppio disco di platino, i vostri primi tre videoclip hanno raggiunto oltre 12 milioni di visualizzazioni su YouTube. Numeri non certo da poco...

«Mi sento uguale a com’ero prima. Dopo i concerti ci fermiamo a firmare gli autografi ai fan che hanno acquistato il disco e questo piace molto. Il concerto diventa una festa. Per noi è un onore conoscere chi ci sostiene».

Si parla di una vostra partecipazione a Sanremo.

«Assolutamente sì. Proveremo a partecipare. Manderemo il nostro pezzo e se vorranno ospitarci sarà un onore. Se non ci riusciremo saremo comunque soddisfatti di quello che abbiamo fatto. Abbiamo numeri da record, non possiamo lamentarci di nulla. In un anno sono successe tante cose velocemente, al punto di non rendercene nemmeno conto».

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