Debiti Sgt multiservizi Stanziati 300 mila euro

San Giovanni Teatino, dopo l’agonia della precedente municipalizzata Fb è stata necessaria una nuova copertura finanziaria. Minoranza all’attacco
SAN GIOVANNI TEATINO. La storia si ripete a San Giovanni Teatino con i debiti delle società comunali. Dopo l’agonia della Fb Servizi, messa in liquidazione e con una richiesta di fallimento in corso, che ha lasciato in eredità un deficit ancora tutto da risanare che supera il milione di euro, a fine dicembre, il Consiglio comunale ha deliberato una spesa di circa 300 mila euro, per ripianare i debiti della Sgt Multiservizi, la partecipata istituita nel 2015, in seguito alla dismissione della Fb, con l’obiettivo di farne la panacea di tutti gli spechi, per ridurre i costi di gestione dei servizi locali, nell’ambito di un massiccio piano di spending review.
Qualcosa dev’essere andato storto, se dopo tre esercizi, l’assemblea civica torna a deliberare per chiudere nuove voragini di bilancio. Tra le misure adottate in extremis, spicca la ricapitalizzazione della società. “Dopo le tante voci sui debiti del Comune e delle sue partecipate, ora si può parlare di certezze» attaccano i consiglieri Pino Costantini, Giulia Parrucci e Cinzia Silvestri, del gruppo San Giovanni Democratica (Sgd). «L’amministrazione comunale ha coperto i debiti della Sgt per circa 300mila euro, soldi dei cittadini. I debiti sono frutto di mancata programmazione e totale assenza di controllo, nonostante l'obbligo di legge, da parte del sindaco, della maggioranza e dei professionisti da loro incaricati a rappresentare la società. Invece di prendere atto che si tratta di un fallimento, non tanto della società quanto della gestione, e cercare di cambiare una strategia dannosa, che si fa? Dopo averla ricapitalizzata la si rende più povera, abbassando il capitale sociale da 50 a 10mila euro, e spogliandola di quasi tutti i servizi, lasciandole solo tributi e mensa». Alla base della ricapitalizzazione, c’è un nuovo piano piano industriale della Sgt, incentrato sulla riduzione delle ore lavorative del personale. «Non sono riusciti a pensare a nulla di più se non a diminuire le ore di lavoro ai dipendenti, senza nemmeno considerarli tutti. Con questa manovra, si riesce a malapena ad arrivare al pareggio dei conti» sostengono gli esponenti di Sgd. «Il business plan tiene conto solo dei servizi tributi e mensa, ma già sappiamo che a gennaio saranno prorogati trasporto scolastico, cimitero, pubblicità e altre attività. Tra qualche mese, ci ritroveremo a dover coprire debiti, generati dall’incapacità di chi conduce queste operazioni! Abbiamo votato contro la ricapitalizzazione, non perché vogliamo lo scioglimento della società e l’inevitabile perdita di quei posti di lavoro, ma perché siamo contrari a modalità di gestione fallimentari e alla rincorsa di soluzioni dell'ultimo minuto».
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