Decadenza dal consiglio, lettera al prefetto

8 Gennaio 2019

Cepagatti, il pentastellato Fiucci chiede l’annullamento del procedimento che contesta tre assenze

CEPAGATTI. Assente in tre sedute di consiglio consecutive, il presidente dell’assise avvia la decadenza di un consigliere pentastellato. È quanto sta avvenendo a Cepagatti ai danni del consigliere comunale Daniele Fiucci, il quale dichiara: «Una vera vergogna. Un procedimento abnorme, il primo nella storia del Consiglio comunale di Cepagatti, peraltro avviato senza i requisiti di legge, che ha l'apparenza di una misura punitiva e discriminatoria nei confronti dell'attività svolta all'opposizione dal Movimento 5 Stelle». Il procedimento è stato avviato nei suoi confronti dal presidente del consiglio comunale, Angelo Faieta. Al centro della questione ci sono le assenze di Fiucci in occasione di tre sedute, ma il consigliere, nelle sue osservazioni relative all'avvio della procedura, respinge ogni accusa e parla di «una grave violazione e limitazione dell’esercizio del “munus publicum” riconosciuto dal popolo sovrano».
Nel documento - inviato al sindaco, Gino Cantò, al segretario generale vicario del Comune, al presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri comunali e, per conoscenza, al Prefetto di Pescara - Fiucci ripercorre le tappe dell'accaduto e ricorda che «sin dalla prima seduta di insediamento del Consiglio, il sottoscritto faceva presente al presidente e all’intera assise consiliare le proprie difficoltà organizzative atte a partecipare a tutti i consigli comunali a causa di impegni lavorativi presso un datore di lavoro privato e in ragione dell’inserimento in un sistema articolato su turni di lavoro». Secondo Fiucci «l’avvio del procedimento di decadenza dalla carica di consigliere è illegittimo e del tutto privo di fondamento».
«Il presidente del Consiglio comunale», prosegue Fiucci «nell'oggetto del documento che ha dato avvio alla procedura, ha citato l'articolo 42 dello Statuto comunale, quando, invece, l'articolo di riferimento è il 12, dimostrando la fretta e la superficialità con cui si è voluto procedere ad un provvedimento che ha tutto l'aspetto di una misura punitiva». Come già spiegato da Fiucci, la partecipazione al consiglio del 6 novembre gli è stata preclusa dal datore di lavoro, mentre l’assenza dell’11 dicembre è dovuta «a un difetto di notifica». Fiucci chiede quindi al responsabile del procedimento «di archiviare il presente procedimento per illegittimità ed assenza dei requisiti di legge», ai consiglieri comunali di «accogliere le giustificazioni presentate» e al prefetto «di richiamare il presidente del Consiglio comunale di Cepagatti ad esercitare i poteri relativi alla carica ricoperta in maniera equilibrata».