«Decadenza immotivata»: la Regione perde il ricorso

12 Maggio 2021

PESCARA. La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il ricorso della Regione Abruzzo contro la sentenza del Tribunale di Pescara che, a settembre 2020, ha condannato la Regione accertando l’illegittim...

PESCARA. La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il ricorso della Regione Abruzzo contro la sentenza del Tribunale di Pescara che, a settembre 2020, ha condannato la Regione accertando l’illegittimità della decadenza di Armando Mancini da direttore generale della Asl di Pescara. Il 6 maggio, annuncia proprio Mancini, la Corte d’Appello ha confutato tutte le osservazioni mosse alla sentenza di primo grado, ribadendo che la decadenza era immotivata, anche nel merito (il raggiungimento degli obiettivi), condannando nuovamente la Regione. Mancini parla di «una sentenza esecutiva e chiara: non vi erano motivi reali, nell'ottobre 2019, per dichiararmi decaduto dall'incarico che stavo svolgendo e che sarebbe dovuto terminare tre mesi fa, a marzo 2021». L’ex direttore generale fa poi il punto su alcuni progetti lasciati in corso di realizzazione, come il nuovo pronto soccorso di Pescara, o da realizzare, come l’ampliamento dell’hospice, e sull’Atto aziendale, ricordando anche che era stato istituito il servizio di parto indolore e che era pronto per essere approvato dalla Regione il Dea di secondo livello Chieti Pescara. «La pandemia», dice, «ha creato problemi e distratto forze e risorse umane ma la Asl è stata lasciata senza vertice in un momento in cui era necessaria la massima coesione rapidità di governo».