Decreto, coprifuoco anti-movida e mascherine: ecco cosa ci aspetta

Le nuove regole del Dpcm: restrizioni sulle feste private e maggiore utilizzo dello smart working Gel igienizzanti e didattica a distanza in molte scuole con isolamento a scacchiera se ci sono positivi
L'AQUILA. Il Covid avanza. E con l'aumento dei contagi, l'Abruzzo si prepara ad affrontare una nuova, possibile, recrudescenza del virus. Come il resto dell'Italia, con il Governo pronto a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre prossimo.
Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, firmerà entro mercoledì il nuovo Dpcm, che prevede l'obbligo di utilizzo delle mascherine anche all'aperto. Resta il limite di mille spettatori negli stadi e una capienza massima dell'80% per i trasporti pubblici locali, bus e treni. Un inasprimento delle misure a tutela della salute individuale e collettiva, che prevede distanziamento e mascherine, gel igienizzanti e didattica a distanza in molte scuole, con l'isolamento "a scacchiera", laddove spuntano casi positivi. Restrizioni su feste private e smart working come deterrente alla diffusione del coronavirus. Meno incontri, meno rischi di contagio: l'equazione è semplice e immediata. Ma applicarla alla lettera comporterà ancora sacrifici, anche per gli abruzzesi.
STATO
DI EMERGENZA
Non ci sarà un secondo lockdown: il sistema economico non reggerebbe e i numeri forniti dalle associazioni di categoria, che registrano il segno meno per tutti gli indicatori, lo dimostrano. Per scongiurare che il Paese sia di nuovo costretto a fermare le macchine e spegnere le luci, bisogna che ogni cittadino combatta la sua battaglia quotidiana. Per evitare un nuovo fermo totale, si punta sul distanziamento e su rigorose misure sanitarie che, se adottate scrupolosamente, possono contribuire a ridurre il rischio di contagio. Mascherine all’aperto, coprifuoco per tenere la movida sotto controllo, limitazione del numero di persone in un luogo chiuso: sono soltanto alcune misure che il Governo sta valutando per contenere il contagio da coronavirus. La curva epidemica continua a crescere e, secondo gli esperti, il numero dei nuovi positivi salirà nelle prossime settimane, vista la riapertura delle scuole e la ripresa delle attività produttive. Da qui, la richiesta di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio. Nel decreto alla firma di Conte saranno introdotte nuove regole, ma anche aggiornata la lista dei Paesi a rischio, depennando la Grecia, che fa registrare una situazione in miglioramento rispetto all’estate. L’obiettivo è tenere sotto controllo l’epidemia per non aggravare la situazione nelle strutture sanitarie.
MASCHERINE
E DISTANZIAMENTO
Torna l’obbligo di utilizzare le mascherine anche all’aperto, come già accade in molte Regioni. Una precauzione che servirebbe, soprattutto, a evitare i contatti tra ragazzi all’uscita delle scuole e la sera nei luoghi di ritrovo. E per chi non rispetterà le regole, sono previste multe da 500 a 3mila euro. Il lavaggio frequente delle mani e la distanza di sicurezza di almeno un metro sono alcune delle regole fondamentali riproposte nel Dpcm che il ministro della Salute, Roberto Speranza, presenterà martedì in Parlamento: una stretta dovuta all’impennata dei contagi, che ha fatto scattare l’allarme rosso. Nei prossimi mesi si continuerà sulla strada già intrapresa in passato, anche per tutelare gli ultrasessantacinquenni, i nonni, gli anziani, i soggetti più fragili, che rischiano di più. Inutile negarlo: anche l'età ha il suo peso sull'aggressività del coronavirus e può portare a conseguenze più gravi. I nonni dovranno rinunciare l'abbraccio dei nipoti, uscire meno di casa e chiedere ai figli o ai vicini di casa di occuparsi della spesa. Attenzione, quindi, alle rimpatriate domenicali in famiglia e ai contatti costanti.
TRASPORTO PUBBLICO
E NEGOZI
La capienza di autobus e treni del trasporto pubblico locale non andrà oltre l’80 per cento dei posti a sedere, con l'obbligo di viaggiare con la mascherina e di igienizzare le mani. Anche i mezzi saranno costantemente sanificati. E ancora, ingressi contingentati nei negozi e coperti ridotti al ristorante e in pizzeria. Restrizioni anche sulle feste private – si potrebbe arrivare, a stretto giro, allo stop totale – con i giovani che dovranno rinunziare ancora a scendere in pista: le discoteche, per il momento, restano chiuse. La distanza minima tra una persona e l’altra è fissata ad un metro, ma anche su questo aspetto la linea della massima prudenza, seguita dal Comitato tecnico scientifico e dal ministro Speranza, porterà il Governo ad aumentare il livello di precauzione, fino all’arrivo del vaccino. Se la curva dovesse impennarsi, si valuterà la chiusura dei locali aperti al pubblico alle 22 o alle 23 e la limitazione degli accessi nei luoghi chiusi.
INCOGNITA SPORT
All’aperto non sarà possibile riunire più di mille persone alla volta, rigorosamente distanziate: una misura che riguarda le manifestazioni di piazza, ma anche gli stadi. Il Governo sul calcio non cambia idea, con il limite di mille spettatori per gli stadi. Nei cinema, nei teatri e nelle sale da concerto, non sarà possibile superare il limite di 200 persone. Una misura che riguarda anche le iniziative private, come i matrimoni.
SMART WORKING
Il ritorno a scuola degli studenti e il rientro dei genitori in ufficio hanno rianimato in parte le città, ripopolando i centri storici e dando un minimo di impulso al commercio, uno dei settori più colpiti dalla pandemia. Sono molte, tuttavia, le aziende e gli uffici pubblici che continueranno ad adottare lo smart working, almeno fino a fine anno per limitare i contatti tra adulti. In alcuni istituti superiori abruzzesi è stata scelta la didattica mista, con parte delle lezioni in presenza e parte a distanza. E' già scattata la quarantena nelle classi, dove si sono registrati casi positivi.
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