Degradato e insicuro il nuovo tribunale aperto dodici anni fa

24 Novembre 2016

Il corridoio che separa le sezioni penale e civile è ancora circondato da transenne. Poca vigilanza, tanta sporcizia

PESCARA. Una uscita di sicurezza è circondata e bloccata dalle transenne di ferro zincate ricoperte di teli azzurri e ragnatele, nell'ala della sezione penale, accanto ai cancelli di ingresso, in via Lo Feudo. In caso di emergenza, chi riuscisse a scavalcare le recinzioni, come l'atleta di un noto marchio di olio, si ritroverebbe impantanato nella distesa di escrementi dei piccioni che ricopre il corridoio centrale esterno sovrastato dalle ruote artistiche di Michelangelo Pistoletto. La scia di sporcizia lungo il corridoio, che separa il tribunale civile da quello penale, è lì da troppo tempo. Viene calpestata normalmente e nessuno ci fa più caso. Qualche volta viene ripulita, ma la piazzola è ormai terra di conquista dei pennuti.

Bombe di guano anche sui tetti di vetro che sovrastano l'ufficio della presidenza del tribunale, al quinto piano, dove dalle controsoffittature sono ben visibili a chi alza il capo, fili e tubi scoperti. Alcuni bagni per donne e disabili, al primo e al quinto piano del civile, sono «rotti e fuori servizio» con tanto di cartello appeso alla porta. È il degrado che non ti aspetti nel palazzo di giustizia di Portanuova, inaugurato solo 12 anni fa.

Porte aperte negli uffici e negli archivi, accessibili a tutti. Con gli operatori temporaneamente assenti, perché si spostano da una stanza all'altra, «chiunque potrebbe intrufolarsi, rovistare nei cassetti, accedere ai fascicoli» è la paura che circola negli ambienti giudiziari. Ma la percezione di insicurezza durerà fino a gennaio del 2017 quando nel palazzo di giustizia si potrà accedere solo dopo aver attraversato i metal detector, come ha annunciato nei giorni scorsi dal presidente del Tribunale, Angelo Bozza.

Il personale è carente dopo i numerosi pensionamenti perché nessuna sostituzione è stata effettuata negli anni. Nonostante l'edificio sia di recente costruzione (a decorrere dal 1° settembre 2015, le spese obbligatorie previste per il funzionamento degli uffici giudiziari ai sensi della legge 24 aprile 1941, numero 392 sono state trasferite dai Comuni al ministero della Giustizia), presenta notevoli criticità dal punto di vista strutturale e un degrado incomprensibile al pubblico di visitatori e addetti ai lavori che entrano e escono dal palazzo, dotato di tre ingressi da cui si accede liberamente.

La vigilanza c'è, ma dal tribunale attualmente si entra e si esce senza nessun tipo di controllo. Il dedalo di transenne azzurre, che si snoda lungo tutto il corridoio, ormai fa parte dell'arredamento del palazzo giudiziario.

Le balaustre sono state posizionate anni fa a seguito del distaccamento di alcuni blocchi di marmo schiantati al suolo e mai rimpiazzati. Quanto al tappeto di escrementi che copre la pavimentazione, di recente, sono state collocate delle reti, a maglie strette, ma evidentemente non abbastanza, sui piani alti dell' edificio. Una protezione che in parte ha impedito l'accesso dei volatili all'interno del fabbricato, ma la soluzione resta insufficiente a risolvere definitivamente il problema.

Nel lungo elenco del degrado del tribunale, figurano anche maniglie dei portoni bloccate da mesi (come quello della sezione civile); porte comunicanti chiuse; grate per la raccolta di acqua ostruite da fanghiglia e infiltrazioni d'acqua nella pavimentazione. Nell'ala del tribunale penale un cartello sul vetro avvisa che è “vietato uscire sui terrazzini” interni, sospesi tra un edificio e l'altro, dove l'erba cresce in attesa, forse, di giardinieri acrobati. I disservizi toccano anche i parchimetri che non danno il resto nell'area di sosta di via Lo Feudo affidata alla società Pescara parcheggi.

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