Del Vecchio: mai messo a rischio la salute

24 Marzo 2016

Il vice sindaco indagato scrive una lettera e spiega perché i divieti di balneazione non sono stati messi

PESCARA. «Non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità». Il vice sindaco Pd Enzo Del Vecchio, dopo la pubblicazione delle intercettazioni sul mare sporco, scrive una lettera di 4 pagine e ricostruisce quello che è successo durante l’estate di Pescara segnata dall’inquinamento dell’acqua. Del Vecchio, insieme al sindaco Pd Marco Alessandrini e al dirigente Tommaso Vespasiano, è indagato per omissione a causa dell’ordinanza di divieto di balneazione retrodatata e approvata solo per zittire le polemiche politiche del M5S e del centrodestra.

Del Vecchio parla del primo divieto di balneazione non messo il 23 luglio 2015: «Una situazione di potenziale allarme per la tutela della salute dei cittadini», spiega il vice sindaco, «che però risultava essere già venuta meno poiché l’Arta nella prime ore di quella stessa giornata del 23 luglio aveva proceduto a svolgere nuove analisi che avevano dato esito di conformità alla balneazione e con valori bassissimi. Da questa data in poi», dice il vice sindaco, «le acque di balneazione del nostro litorale e del punto di via Balilla sono risultate conformi». Fino al 28 luglio, quando la rottura della fogna in via Raiale ha provocato uno sversamento nel fiume di 30.600 metri cubi di liquami. «Il guasto», dice Del Vecchio, «è stato riparato nella giornata successiva e, per limitare/abbattere la carica batterica nel fiume e nel mare l’Aca ha fatto uso, secondo prescrizioni a lei note, di acido peracetico. L’Arta, intanto, ha svolto analisi sulla balneazione e, il 31 luglio, ha fatto pervenire al Comune il relativo report di non conformità al solo punto di via Balilla». Ma nessuno, in Comune, ha visto quel documento: «Per cause e circostanze legate alla filiera di conoscenza interna del Comune del predetto documento, lo stesso è stato acquisito alla conoscibilità di tutti (compreso io che mi trovavo fuori regione in vacanza dal 2 agosto al 9) solo in data 3 agosto come confermano le intercettazioni telefoniche della giornata». Nelle intercettazioni, emerge l’iniziale preoccupazione di Del Vecchio per quei valori fuori norma: «A quella data e a quell’ora e con quei dati risalenti al 31 luglio era logico constatare, da parte mia, come sabato e domenica 1° e 2 agosto le acque del mare non fossero conformi e quindi le persone che erano andate al mare nel tratto di via Balilla avevano fatto il bagno in acque non balneabili. Considerazioni, le mie, che venivano smentite con la conoscenza delle ulteriori analisi svolte dall’Arta nelle prime ore di sabato 1° agosto e che avevano dato esito di conformità e quindi il sabato e domenica 1° e 2 agosto chi aveva fatto il bagno nel mare di Pescara lo aveva fatto in acque balneabili. All’esito di tutto questo», dice Del Vecchio, «rimane la responsabilità da parte del Comune di non aver, per una disfunzione tecnico-amministrativa della macchina comunale, assunto iniziative riguardanti la sola giornata del 31 luglio per incolpevole conoscenza del fatto stesso».

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