Delitto al pub, perizia sull’arma

5 Ottobre 2017

Il 18 ottobre i Ris esamineranno il fucile da caccia che ha ucciso Bevilacqua

PESCARA. Scattano i primi accertamenti tecnici non ripetibili dopo l’omicidio di Antonio Bevilacqua, il 21enne rom ucciso la notte del 16 settembre nel pub Birrami di Montesilvano, in via Verrotti. Per il delitto è finito in carcere Massimo Fantauzzi, 46 anni, di Montesilvano che si è consegnato ai carabinieri dopo aver vagato per otto giorni nelle campagne. E con lui è indagato Nunzio Mancinelli, 49 anni, pescarese che ha trascorso una parte della notte del 16 settembre in compagnia di Fantauzzi, nel pub di Montesilvano, e al momento dell’omicidio si trovava davanti al locale.
Gli indagati, con i parenti del giovane Bevilacqua (che sono difesi dall’avvocato Giancarlo De Marco), potranno nominare dei consulenti tecnici in vista degli accertamenti da svolgere sull’arma del delitto, un fucile da caccia con calcio e canna tagliati recuperato dai carabinieri, su indicazione di Fantauzzi, a Ortona dei Marsi. Gli accertamenti sono previsti per il 18 ottobre negli uffici del Ris di Roma. In questa fase si punta ad ripristinare il numero di matricola dell’arma, che risultano cancellati.
Altri accertamenti saranno eseguiti verosimilmente in futuro, sia su richiesta del pubblico ministero che sta coordinando le indagini, Paolo Pompa, sia su richiesta dei difensori gli indagati. E potrebbero riguardare, ad esempio, la traiettoria seguita dal colpo di fucile nel momento in cui è stato esploso il colpo che ha raggiunto Antonio all’occhio sinistro. E potrebbero essere richiesti approfondimenti anche sulle riprese delle telecamere interne ed esterne al locale che mostrerebbero come sono andate le cose quella notte. Fantauzzi, ascoltato in carcere alla presenza del suo avvocato, Pasquale Provenzano, ha detto che il colpo sarebbe partito accidentalmente. (f.bu.)
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