Della Croce vince “La prova del cuoco” su RaiUno

26 Maggio 2015

PESCARA. Il giovane e promettente Alfonso Della Croce (nella foto, con il premio e la sua famiglia) conquista il pubblico e la giuria del programma tv “La prova del cuoco” e vince la rubrica...

PESCARA. Il giovane e promettente Alfonso Della Croce (nella foto, con il premio e la sua famiglia) conquista il pubblico e la giuria del programma tv “La prova del cuoco” e vince la rubrica “Superchef” dedicata ai talenti in erba della cucina italiana. Lo chef 29enne, titolare del caratteristico ristorante di corso Manthonè “Flaiano da Alfonso”, venerdì in finale ha battuto lo sfidante albanese Zjamir Begoja, romano di adozione. A proclamare il vincitore è stato il giudice stellato Anthony Genovese, proprietario del rinomato ristorante “Il Pagliaccio” della capitale. La preparazione in diretta di una tartare di manzo, fasciata con zucchine e posta su un guazzetto di pomodorini datterino, ricotta e zenzero caramellato al miele, è valsa ad Alfonso Della Croce la conquista della coppa e il ritorno in tv, a settembre, per partecipare alla prossima edizione della trasmissione “La prova del cuoco” condotta da Antonella Clerici. «Ce l’ho messa tutta e sono davvero soddisfatto», commenta il giovane vincitore di “Superchef” dopo la diretta, «a Rai 1 ho trovato una famiglia. Ho invitato Genovese a Pescara, al mio ristorante. Lui ha accettato, mi ha ringraziato e ha ricambiato l’invito». Il percorso in tv di Alfonso Della Croce è partito a inizio anno, vincendo mano a mano tutte le prove del programma e imponendosi nel cuore dello staff e degli spettatori. Classe 1985, pescarese di adozione e foggiano di nascita, lo chef di “Flaiano da Alfonso” è conosciuto in città per i suoi piatti molto scenografici che mescolano i prodotti base della cucina abruzzese con ingredienti tipici pugliesi. Abbinamenti un tantino insoliti, ma dal gusto sempre delicato, trasparente e leggero. «E’ stato un percorso senza sbavature», ammette il giovane chef, «non c’è solo l’affetto del pubblico a casa e in sala: la parte migliore è quella professionale. La cosa più difficile, in cucina, non è mettere insieme un piatto, ma riuscire ad avere la giusta risposta dei clienti. “La prova del cuoco” mi ha consentito di essere giudicato da un talento del calibro di Genovese, dotato di grande attenzione ai dettagli e capacità di ascolto. Per me sarà un onore poter essere suo ospite al Pagliaccio per un giorno o due».