«Denunceremo la Banca d’Italia»

Lannutti (Adusbef): no all’idea di uno stop limitato, l’istituto va commissariato
PESCARA. «Prima cancella l’anatocismo abolendolo di fatto con una circolare in primavera, poi lo ripristina inventando una sorta di divieto a tempo. Noi diciamo che è una vergogna e che procederemo subito con le denunce contro la Banca d’Italia per concorso nel reato d’usura e per abuso di potere».
È tra la rabbia e la promessa di continuare la lotta la reazione di Elio Lannutti, abruzzese di Archi, ex senatore dell’Idv, autore del libro-denuncia “La Banda d’Italia” e presidente nazionale dell’Adusbef, l’associazione per la difesa dei consumatori specializzata nei servizi bancari, assicurativi e finanziari: la battaglia su questa tecnica praticata più o meno dalla totalità degli istituti di credito italiani è infatti una delle colonne portanti dell’attività della sua organizzazione. E mentre fioccano le sentenze favorevoli ai clienti, ecco la “pezza” della banca centrale italiana per cercare di sterilizzarne gli effetti.
Insomma, Lannutti: prima la proibizione dell’anatocismo, ora l’idea di proporre un regolamento con la capitalizzazione degli interessi rinviata a quattordici mesi dopo, dati dalla somma del conteggio di fine anno con l’aggiunta di altri sessanta giorni.
«Noi, insieme a Federconsumatori, diciamo che è una vergogna. E mi riferisco al fatto che la Banca d’Italia eserciti il suo potere per andare contro la legalità, cercando di vanificare venti anni di nostre battaglie, altrettanti di sentenze e dopo che il Parlamento ha approvato lo stop agli interessi sugli interessi. Quello che hanno fatto è illegittimo e per questo procederemo con denunce per concorso nel reato di usura e abuso di potere contro il reato di usura».
Il regolamento di Bankitalia è una proposta, ma resta in piedi il nodo della restituzione di quanto addebitato da gennaio dell’anno scorso fino a oggi. Che cosa propone l’Adusbef?
«La nostra proposta è chiarissima. La Banca d’Italia si deve fare carico della situazione e passare alla restituzione che può essere in varie forme, compresa quella rateale. Lo che chiediamo ufficialmente».
Ma cosa deve fare un correntista che ora si trovasse ancora di fronte a situazioni di anatocismo?
«Serve impegnarsi in un’opera di vigilanza. Ma non basta perché una Banca d’Italia che si sostituisce a governo, parlamento e magistratura a danno di milioni di correntisti e piccole imprese, già costretti a pagare i costi e gli interessi più alti d’Europa, va commissariata per ripristinare la legalità. Adusbef e Federconsumatori non daranno tregua e già stanno preparando ulteriori denunce penali».(s.b.)

