Depuratore, corsa dell’Aca per trovare un altro gestore

12 Novembre 2016

Il contratto con l’impresa Di Vincenzo scade a fine anno, ma la gara è in ritardo Il presidente dell’azienda acquedottistica Luca Toro: «L’impianto non si fermerà»

PESCARA. È partita una corsa contro il tempo per trovare un nuovo gestore del depuratore di Pescara. Il 31 dicembre scade il contratto stipulato dall’Aca, come stazione appaltante e l’impresa Di Vincenzo, cui è stata affidata da alcuni anni la manutenzione dell’impianto di via Raiale.

Ieri, la commissione di Vigilanza e controllo del Comune si è riunita su richiesta del capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli per esaminare la situazione. Per rispondere alle domande dei consiglieri, sono stati invitati alla seduta, presieduta da Carlo Masci, il presidente dell’Aca Luca Toro, la consigliera di amministrazione Giovanna Brandelli e il direttore generale Bartolomeo Di Giovanni. Il primo a prendere la parola è stato Antonelli, che ha subito espresso preoccupazione per l’incertezza che rischia di nascere dopo la scadenza del contratto con Di Vincenzo. «Vorrei capire cosa accadrà il prossimo primo gennaio», ha detto Antonelli, «il bando per la scelta del nuovo gestore è stato pubblicato solo alcuni giorni fa, si farà in tempo a trovarne un altro?». Tra l’altro, come ha ricordato il capogruppo, c’è il consiglio di amministrazione dell’Aca sub iudice, cioè in attesa che il tribunale delle imprese si pronunci sul ricorso presentato dai sindaci del centrodestra per stabilire se il cda, eletto dall’assemblea dei soci l’8 ottobre scorso, sia legittimo alla luce della legge Madia. E in attesa del responso dei giudici, l’Ato ha invitato il cda dell’Aca a svolgere solo l’ordinaria amministrazione.

Ma questa questione non influisce affatto sulla scelta del nuovo gestore del depuratore, essendo considerato il bando di gara attività di ordinaria amministrazione. Se il cda fosse dichiarato illegittimo, inoltre, subentrerebbe il collegio sindacale che avrebbe il compito di convocare l’assemblea dei soci per la nomina di un amministratore unico.

Il presidente, comunque, ci ha tenuto a precisare che non esiste alcun rischio che l’impianto possa rimanere senza gestore dal primo gennaio e, di fatto, bloccarsi.

«Se la gara dovesse andare deserta», ha spiegato Toro, «abbiamo due piani B da utilizzare». Il primo, è quello di una proroga al vecchio gestore per il tempo necessario all’indizione di una nuova gara. L’altro, è un affiancamento dei dipendenti dell’Aca ai tecnici della società Di Vincenzo per acquisire la conoscenza necessaria alla gestione dell’impianto.

Tuttavia, i consiglieri di opposizione non hanno mancato di esprimere qualche perplessità e alcune critiche. Critiche rivolte, in particolare, al ritardo nell’avvio di una nuova gara. «Il bando è stato pubblicato il 4 novembre scorso», ha fatto notare Antonelli, «ma i responsabili della struttura sapevano già dalla scorsa primavera della scadenza del contratto». «L’attuale consiglio di amministrazione», ha sottolineato Toro, «non è responsabile di questo ritardo, perché è subentrato il 10 ottobre scorso e dopo pochi giorni è stato pubblicato il bando».

Altra perplessità, espressa dall’opposizione, riguarda la scelta inconsueta del tipo di bando. «Per evitare le lungaggini di una gara europea», hanno osservato alcuni consiglieri, «si è deciso di spezzettare il bando in due e avviare una gara per il depuratore da 490mila euro e una per l’impianto di prefiltraggio».

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