Derubata con la truffa del falso incidente

12 Giugno 2023

Pensionata raggirata da finti poliziotti: si fanno consegnare l’oro con la scusa di evitare guai al figlio coinvolto nello schianto

PESCARA. Il poliziotto che telefona a casa di una donna, una settantenne. E le dà la notizia dell’incidente stradale in cui è rimasto coinvolto il figlio. Poi la richiesta di soldi o di oro, da consegnare rapidamente alla polizia per evitare guai al figlio. I truffatori seriali che riescono con una freddezza incredibile a raggirare le persone sole sono entrati di nuovo in azione, nei giorni scorsi, a Pescara, e hanno raggiunto l’obiettivo. Hanno convinto facilmente la vittima di turno, preoccupatissima per le sorti del figlio, e sono stati talmente abili da farsi aprire la porta di casa e farsi consegnare alcuni oggetti preziosi: una collana, un ciondolo di valore e poi anche la fede nuziale che la donna non avrebbe mai ceduto, ma per un figlio si fa questo e altro. È accaduto nella zona dell’aeroporto di Pescara e chi ha agito è stato talmente credibile da non far sorgere alcun dubbio nella donna truffata. Ha realizzato che si trattava di un raggiro solo quando il figlio, molte ore dopo, l’ha rassicurata e le ha detto di non aver avuto alcun incidente. A quel punto la pensionata ha solo potuto sporgere denuncia, nella speranza che si riesca a dare un volto e un nome al finto poliziotto che l’ha intrattenuta al telefono (probabilmente erano più persone perché le hanno bloccato in contemporanea il telefono fisso e il cellulare, per evitare che lanciasse l’allarme). Da individuare anche la persona che la donna ha fatto entrare in casa, in assoluta buona fede, per la riscossione degli oggetti preziosi. Non ha notato accenti o inflessioni particolari, la vittima, che ha descritto ai carabinieri l’uomo che l’ha raggiunta a casa, nella speranza che venga identificato. D’altronde nei giorni scorsi i carabinieri della compagnia di Penne hanno arrestato due truffatori, di 33 e 69 anni, che hanno tentato di abbindolare un’anziana, a Farindola, facendole credere di essere addetti delle Poste incaricati del cambio del suo libretto postale scaduto. La malcapitata non c’è cascata, non li ha fatti entrare e ha avvertito subito i carabinieri che li hanno intercettati e presi. A Spoltore, invece, i militari dell’Arma hanno denunciato un uomo e una donna che, fingendosi operatori Sisal, hanno convinto un tabaccaio ad effettuare sette ricariche in loro favore, sulle carte prepagate, per un importo di 7.000 euro: il pretesto era quello di dover effettuare delle verifiche sul terminale per controllarne il funzionamento.