Detenuto incendia la cella e poi distrugge l’infermeria

29 Ottobre 2021

PESCARA. Ancora un episodio di violenza nel carcere di San Donato. Il secondo nel giro di neppure una settimana. A farne le spese di nuovo gli agenti della polizia penitenziaria. Ieri mattina, due di...

PESCARA. Ancora un episodio di violenza nel carcere di San Donato. Il secondo nel giro di neppure una settimana. A farne le spese di nuovo gli agenti della polizia penitenziaria. Ieri mattina, due di loro, in servizio al piano terra del reparto penale, sono stati aggrediti da un detenuto italiano con problemi psichiatrici, il quale prima ha appiccato il fuoco alla cella in cui era rinchiuso e poi, come i poliziotti sono intervenuti con l'estintore per spegnere le fiamme, gli si è scagliato contro. Non solo. È riuscito a impossessarsi dell’estintore, spruzzando la polvere ovunque, anche contro gli agenti.
Subito dopo, è entrato nell’ambulatorio infermieristico e ha iniziato a distruggere qualunque cosa. I poliziotti, insieme a un infermiere, si sono dovuti chiudere nella postazione riservata agli agenti. Tutto in pochi minuti, intorno alle 11,40. Sul posto, per calmare il detenuto e per riportare alla tranquillità la situazione, sono dovuti intervenire altri agenti di rinforzo. Alla fine, i due poliziotti aggrediti e intossicati sono finiti al pronto soccorso.
Per il segretario regionale del Sinappe, Alessandro Luciani, che esprime solidarietà a tutto il personale della penitenziaria in servizio nella casa circondariale pescarese, una situazione del genere non si può più tollerare. «Gli agenti», sottolinea, «non ce la fanno più a sopportare queste aggressioni, chiediamo un intervento decisivo su questo penitenziario, anche con una nuova gestione». Stessa cosa Giuseppe Merola, coordinatore regionale Fp Cgil Abruzzo e Molise- Funzioni Centrali, il quale chiede «'cosa aspetta l’Amministrazione penitenziaria a porre fine a questi continui scempi». Per Merola, dopo quattro evasioni e vicissitudini varie «è uno scenario davvero imbarazzante nel silenzio inaccettabile di chi dovrebbe intervenire dinanzi a continue situazioni che compromettono l’ordine, la sicurezza e l’incolumità psico-fisica di lavoratrici e lavoratori». Per il rappresentante della Cgil, ancora una volta solo la professionalità dei poliziotti ha evitato conseguenze peggiori. «Ma non è così che deve continuare a funzionare. Urge un cambio di passo. Urgono nuove politiche gestionali e organizzative».
«Proprio ieri mattina», sottolinea Nicola Di Felice, segretario regionale Osapp, «avevamo presentato una diffida per la gestione carente del carcere. Si deve valutare la sostituzione del corpo dirigente. E anche la politica pescarese deve fare la sua parte. Non dimentichiamo che il carcere si trova all'interno della città».
(a.d.f.)