Detriti finiti nell’acqua, resta il divieto in 4 centri

Nuove analisi a Caramanico, Lettomanoppello, Manoppello e Serramonacesca A breve i risultati della Asl. Allarme già rientrato ad Alanno e in altri 11 comuni
CARAMANICO. In quattro comuni, Caramanico Terme, Lettomanoppello, Manoppello e Serramonacesca, l’acqua resta vietata a causa dei detriti finiti nella sorgente La Morgia, sulla Maiella, dopo il maltempo dei giorni scorsi. Negli altri 12 centri della Val Pescara, da ieri la situazione è tornata alla normalità: ad annunciarlo è l’Aca dopo gli ultimi prelievi. «L’acqua in distribuzione, per il parametro torbidità analizzato può ritenersi conforme», recita una nota dell’Aca, firmata dal direttore tecnico Lorenzo Livello e inviata ai sindaci e alla Asl. I 12 comuni in cui l’allarme è rientrato e l’acqua è tornata potabile sono: Abbateggio, Alanno, Bolognano, Catignano, San Valentino, Nocciano, Roccamorice, Scafa, Civitaquana, Cugnoli, Pescosansonesco e Pietranico.
A Caramanico Terme (intero territorio ad eccezione delle contrade San Tommaso, Riga, De Contra e San Vittorino), Lettomanoppello (intero territorio), Manoppello (contrade Carpelle, Montegrappa e Foce) e Serramonacesca (intero territorio ad eccezione di contrada Garifoli), sono in corso «ulteriori analisi di controllo e verifica». I risultati, dice l’Aca, arriveranno «in tempi brevi»: si aspetta il via libera del servizio igiene e alimenti della ASl che ieri ha eseguiti i campionamenti alla sorgente La Morgia per escludere ancora la presenza di tracce di terra. «L’Aca ha reso disponibile un rifornimento di acqua potabile tramite autobotti», dice Livello, «a rsa, bar e ristoranti, frantoi, mense scolastiche su espressa richiesta al numero verde Aca e unicamente per attività dotate di serbatoio e autoclave».
A Caramanico, si sono messi in azione anche i volontari della protezione civile per rifornire i cittadini. La situazione potrebbe tornare alla normalità già dalla giornata di oggi. A Lettomanoppello dicono: «Siamo in attesa del via libera della Asl per ripristinare il normale utilizzo dell’acqua potabile».
Alle origini del divieto dell’uso dell’acqua «un aumento della torbidità». Così aveva spiegato l’Aca: «A causa delle eccessive precipitazioni atmosferiche attualmente in atto nel comprensorio della Maiella», si legge nel documento diffuso ai Comuni, «si è riscontrato un aumento della torbidità presso la sorgente La Morgia. Pertanto, a scopo precauzionale, si comunica che l’acqua in distribuzione nelle località e nei Comuni riportati, non può essere utilizzata per fini alimentari». (cr.pe.)

