Deve stare lontano, vive a 2 metri

27 Agosto 2015

La 31enne ha chiesto che il suo persecutore venga sistemato in una struttura

PESCARA. Sembra davvero un’assurdità. Eppure è così. L’uomo di 73 anni che da anni assilla la vicina di casa è stato per tre volte sottoposto agli arresti domiciliari per cui continua a vivere vicino alla sua vittima, molto vicino, considerato che le abitazioni sono attaccate. L’ultima volta è successo due giorni fa, quando è evaso, ha raggiunto il giardino della donna e ha gettato uno scivolo a terra, richiamando le bimbe della 31enne. L’arresto, eseguito dal personale della squadra volante, diretta da Dante Cosentino, è stato convalidato ieri e l’uomo è stato di nuovo sottoposto ai domiciliari, in attesa del processo. È stato anche denunciato per stalking, dopo la sceneggiata.

La malcapitata si sente costantemente in pericolo e davvero non capisce i meccanismi della giustizia. Per lei gli arresti domiciliari sono «una beffa», dopo le tante denunce presentate, «non so più quante sono», dice. Ancora peggio, per lei, la misura a cui l’uomo è stato sottoposto il mese scorso, dopo il primo arresto. Il giudice ha imposto all’anziano di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima e di mantenersi ad almeno cento metri di distanza da lei. Vietato, poi, chiamarla al telefono, contattarla via mail e rivolgerle lo sguardo. «Ma quest’uomo abita a un metro e mezzo da me», dice la donna. «Come fa a stare a più di 100 metri di distanza? È materialmente impossibile. E come si può metterlo ai domiciliari qui? Lo mandassero in un’altra struttura, non qui, magari dai parenti. Che fine ha fatto la richiesta di Tso, mai concesso?».

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