Di Blasio guiderà il commissariato di Vasto

Il capo della Volante promosso, al suo posto Cosentino. E Labbro Francia diventa capo di gabinetto
PESCARA. Alessandro Di Blasio ha lasciato la questura di Pescara, dove è stato dirigente della squadra volante dal mese di luglio del 2010, ed è diventato dirigente del commissariato di Vasto. E’ accaduto tutto nel giro di pochissimo, nei giorni scorsi: tra la proposta, l’accettazione dell’incarico e il trasferimento è trascorso appena un fine settimana e ieri mattina ha assunto l’incarico, a Vasto, che era di Cesare Ciammaichella, divenuto primo dirigente. Lo ha fatto con gioia e anche con grande slancio e, pur amando profondamente Pescara e il suo lavoro nel capoluogo, si è sentito subito attratto da questa nuova sfida per cui l’ha colta al volo sciogliendo la riserva nel giro di 24 ore, tra giovedì e venerdì scorsi.
«Vado volentieri, ha detto ieri mentre raggiungeva per la prima volta il commissariato in provincia di Chieti, anche se a Pescara lascio un pezzo di cuore, essendo la mia città. Sicuramente, aggiunge, a Vasto ci sarà molto da fare. E’ bel commissariato, un bell’impegno», ha aggiunto. Non essendoci la questura (il commissariato fa capo alla questura di Chieti) Di Blasio è l’unico funzionario, per cui svolgerà «l’attività del questore, in piccolo» e si definisce simpaticamente «un piccolo questorino». Sa bene che, al di là delle battute, lo attende un lavoro «più completo» rispetto a quello che ha svolto a Pescara, a capo della squadra volante. Vasto, dice sempre Di Blasio, è «una zona di frontiera», con tutti i rischi che ne conseguono, esposta «alle trasferte della malavita foggiana e napoletana. Ci sarà molto da fare».
E’ positivo il bilancio dell’attività nel capoluogo adriatico, alla guida della squadra volante. «Lascio una città tenuta sotto controllo, di certo non una città allo sbando», commenta Di Blasio. Senza vantarsi dei risultati raggiunti fa notare che «dall’inizio dell’anno la volante ha eseguito 114 arresti,» e tra gli elementi di maggiore soddisfazione c’è «la collaborazione che si è instaurata con le persone per bene. In questi anni sono stati tanti i pescaresi onesti che ci hanno chiamato, dimostrando di credere in noi». Tra le criticità che lo hanno tenuto maggiormente impegnato in questi quattro anni e due mesi ci sono ovviamente «le zone calde della città», come Rancitelli e Fontanelle, da tenere sempre sotto controllo, mentre i casi che lo hanno interessato di più sono stati quelli che hanno visto il coinvolgimento dei minori, e pensa ad esempio «ai bulli che avevano preso i mira le attività di kebab: avere a che fare con i ragazzini, commenta, ha sempre un certo fascino, per me».
Lasciando, da un giorno all’altro, la sua scrivania il vice questore aggiunto, 43 anni appena compiti, ci tiene a ringraziare il questore, Paolo Passamonti, e il suo ufficio, composto da circa cento unità, con cui ha avuto «un ottimo rapporto». Di Blasio lascia il suo posto a Dante Cosentino, che fino a ieri era vice dirigente della squadra mobile di Pescara. C’è anche un’altra novità, in questura: il primo dirigente Egidio Labbro Francia ha assunto l’incarico di capo di gabinetto del questore (fino ad agosto era Alfredo D’Agostino). Labbro Francia ha comunque mantenuto l’incarico di dirigente della Divisione Anticrimine.
(f.b.)
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